Riscatto gratuito della laurea per nati fra il 1980 e il 2000 laureati con voti alti. Prime ipotesi

di redazione
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Va avanti la proposta di rendere gratuito il riscatto della laurea per i Millenials, ossia i giovani nati fra il 1980 e il 2000 e per coloro che oggi sono iscritti ad un corso di studi universitari.

Nella guida elaborata da Consulenti Studi Fondazione del Lavoro l’argomento viene ripreso e si parla delle prime ipotesi concrete allo studio.

Secondo i consulenti del lavoro, “nella valutazione complessiva di questa proposta, che ha trovato anche molti oppositori, un ruolo cruciale sarà definito da una proposta ben delimitata per quanto riguarda la platea dei beneficiari e le caratteristiche stesse del riscatto”.

“Le prime ipotesi -spiegano i consulenti del lavoro- si riferiscono a un riscatto gratuito per i nati fra il 1980 e il 2000 e per coloro oggi iscritti ad un corso di studi universitari”.

“Rispetto a una estensione indiscriminata del riscatto, che potrebbe essere reso gratuito – sottolineano – rispetto a quello oneroso sostenuto dalla platea dei laureati nati o immatricolati a partire da un termine temporale che andrà stabilito dalla norma, è contestualmente sorta la proposta di garantire il riscatto gratuito solo a chi perfeziona il conseguimento del titolo di studio negli anni previsti dal piano di studi e/o con un buon punteggio di laurea”.

Per i consulenti del lavoro, “uno degli elementi di maggiore criticità è stato indicato nella mancanza di retroattività della proposta di riscatto gratuito, penalizzando una vasta fetta di lavoratori già laureati al momento dell’eventuale approvazione della norma auspicata da molti millenials.

“Sarà fondamentale – concludono – legare al merito la gratuità del riscatto e, per evitare di generare eccessivi squilibri, diversificare il riscatto oneroso (come sopra analizzato, attualmente disciplinato dal D.lgs. 184/1997) e un eventuale accredito figurativo degli anni di laurea, che potrebbe -a titolo di esempio- valere solo al diritto e non al calcolo pensionistico, incidendo di meno sulla finanza pubblica. In questo senso è opportuno iniziare a considerare dei “correttivi strutturali” rispetto all’adeguamento alla speranza di vita che, per effetto del D.l. 78/2010, porta la decorrenza della pensione – sia di vecchiaia sia di anzianità contributiva – sempre più in là, col rischio concreto di scollare definitivamente la permanenza effettiva al proprio posto di lavoro dalla decorrenza del pensionamento”.

La guida

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