Riscatto della laurea gratuito, cosa può cambiare. Per lo Stato costi molto alti. Le ultime notizie

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Riscattare la laurea a costo zero per valorizzare ai fini pensionistici gli anni di studi universitari. Ad aprire a questa possibilità, al momento solo un’ipotesi, è l’Inps, tramite il suo presidente, Pasquale Tridico.

Secondo le stime fatte dall’Istituto, il riscatto gratuito della laurea a fini pensionistici graverebbe sulle casse dello Stato per un importo tra i 4 e i 5 miliardi di euro all’anno.

“Il riscatto della laurea ha due caratteristiche positive, incentiva il giovane e contribuisce all’aumento delle skills in un Paese dove il tasso dei laureati è tra i più bassi dell’Ue. Oltre a pareggiare una sorta di discriminazione che potrebbe denunciare chi resta di più tra i banchi di scuola rispetto all’ingresso mercato nel mercato del lavoro“, ha spiegato Tridico durante l’audizione alla commissione Lavoro della Camera.

“C’è pero un costo molto importante, non inferiore a 4-5 miliardi di euro per ogni anno di coorte dei laureati”, ha sottolineato il numero uno dell’Inps.

Riscatto della laurea, cosa significa

Attualmente il riscatto della laurea, come riporta il sito dell’Inps, è un istituto che permette di valorizzare ai fini pensionistici il periodo del proprio corso di studi. 

È valido a condizione che l’interessato abbia conseguito il titolo di studio. La facoltà è esercitabile anche dai soggetti inoccupati che, al momento della domanda, non risultino essere stati mai iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e che non abbiano iniziato l’attività lavorativa in Italia o all’estero.

Al momento, secondo la norma in vigore, il riscatto della laurea pesa completamente sul contribuente e la cifra è determinata dalle norme che disciplinano la liquidazione della pensione con il sistema retributivo o con quello contributivo, tenuto conto della collocazione temporale dei periodi oggetto di riscatto.

Il cittadino laureato deve presentare la domanda di riscatto online all’Inps tramite il sito www.inps.it. L’importo dovuto all’Inps può essere pagato in unica solzione o in un massimo di 120 rate mensili, senza interessi.

I titoli di studio riscattabili

Si possono riscattare i diplomi universitari i cui corsi non siano stati di durata inferiore a due e superiore a tre anni, i diplomi di laurea i cui corsi non siano stati di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni, diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni, i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge, laurea al termine di un corso di durata triennale e laurea specialistica al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea.

Per quanto riguarda i diplomi rilasciati dagli istituti di alta formazione artistica e musicale, possono essere riscattati ai fini pensionistici i nuovi corsi attivati a decorrere dall’anno accademico 2005-2006 e che danno luogo al conseguimento dei seguenti titoli di studio: diploma accademico di primo livello, diploma accademico di secondo livello, diploma di specializzazione, diploma accademico di formazione alla ricerca, equiparato al dottorato di ricerca universitario.

Periodi non riscattabili

I periodi che non danno possibilità di riscatto sono quelli di iscrizione fuori corso o già coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa o da riscatto. Il riscatto può riguardare l’intero o i singoli periodi. Dal 12 luglio 1997 è possibile riscattare due o più corsi di laurea, anche per i titoli conseguiti anteriormente a questa data.

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