Risarcimento spetta a docenti di ruolo per anni di precariato, news. Intervista a Pacifico (Anief)

di redazione
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Intervista al Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, sui risarcimenti ai docenti e agli ATA già di ruolo per gli anni di precariato, anche alla luce delle conclusioni dell’avvocato generale della Corte europea, Szpunar, sulla causa Rossato. 

Presidente, dopo diverse sentenze della Cassazione, una nuova sentenza della Corte di giustizia europea potrebbe cambiare tutto, ci spiega cosa?

La Cassazione italiana ha deciso di riconoscere la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, ma i risarcimenti per gli abusi dei contratti a termine dopo 36 mesi di servizio su posto vacante e disponibile o anche al 30 giugno se nella stessa scuola soltanto ai precari perché continua a ritenere risarcitoria l’assunzione in ruolo dei supplenti.

E invece cosa dice l’avvocato generale Szpunar nelle sue conclusioni sulla causa c_494/17 Rossato?

Esattamente il contrario, che la giurisprudenza nazionale formatasi dopo la Buona scuola (legge 107/15) e la sentenza ‘Mascolo’ continua a ignorare il risarcimento da disporre nei confronti di tutti quei precari assunti con un servizio superiore ai 36 mesi. Le assunzioni, infatti, non sono avvenute per stabilizzazione ma per concorso o scorrimento delle graduatorie concorsuali provinciali e quindi non possono essere considerate una delle misure adottate dallo Stato italiano per evitare l’abuso dei contratti a termine come chiede l’Europa.

Quali sarebbero le conseguenze nel caso in cui la Corte di giustizia UE confermi tali conclusioni, peraltro allineate a quanto richiesto dalla Commissione Ue e da sempre sostenuto anche dai legali di Anief?

Molti dei 300 mila assunti in ruolo tra docenti e Ata negli ultimi anni con più di 36 mesi di servizio anche non continuativi, su posto vacante – quindi per noi, anche al 30 giugno in assenza di ragioni sostitutive e non per forza nella stessa scuola – potrebbe chiedere la disapplicazione del diritto interno e un risarcimento dalle due alle dodici mensilità per l’abuso dei contratti subiti oltre ad altri risarcimenti, quelli si legati alla prova di aver subito danni materiali e morali. Lo Stato italiano sarebbe ancora una volta chiamato in giudizio per inadempienza. Anief ha già avviato le procedure per la pre-adesione gratuita per ottenere tali risarcimenti. Il ricorso partirà appena sarà pubblicata la sentenza, se come sembra, sarà favorevole.

Sulla ricostruzione di carriera, invece, dopo la sentenza Motter, è tutto rimasto come prima?

Intanto, per il personale Ata non si applica quanto disposto dalla Motter e pertanto ogni ricorso porta al riconoscimento integrale, da subito, del servizio pre-ruolo dopo quattro anni.
Per il personale docente, stiamo chiedendo al tribunale di Trento e alla Cassazione di inviare una nuova questione pregiudiziale sulla stessa causa Motter e sul tema perché riteniamo doverosa una rimeditazione della questione alla luce del fatto che le ragioni oggettive invocate dallo Stato italiano sui concorsi vengono meno con il riallineamento di tutta la carriera dopo alcuni anni di servizio. Vi faremo sapere.

Insomma Anief sempre in prima linea anche in Europa nonostante leggi e sentenze dello Stato a volte sembrano scoraggiare.

Non bisogna mai darsi per vinti quando fai la tua crociata per il rispetto del diritto. In fondo, il diritto è vivente e noi come Anief cerchiamo ogni giorno di lavorare ‘colendo iustitiam et iura condendo’. Almeno ci proviamo.

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