Risarcimento per abuso di precariato. Pronti 20 milioni, ma solo per chi vince ricorso

Di Lalla
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Il testo del DDL presenta una novità rispetto alla bozza del decreto legge mai presentato in Consiglio dei Ministri, che per la verità ci piaceva di più. Nella previsione del DDL i risarcimenti saranno possibili solo per chi presenterà ricorso e lo vincerà.

Il testo del DDL presenta una novità rispetto alla bozza del decreto legge mai presentato in Consiglio dei Ministri, che per la verità ci piaceva di più. Nella previsione del DDL i risarcimenti saranno possibili solo per chi presenterà ricorso e lo vincerà.

Non più risarcimenti scaglionati per chi ha subito per anni, e anche per decenni, l'abuso di precariato, ma un fondo di 10 milioni per ciascuno degli anni 2015 e 2016, da utilizzare "in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali aventi ad oggetto il risarcimento dei danni conseguenti alla reiterazione dei contratti a termine per una durata complessiva superiore a 36 mesi, anche non continuativi, su posti vacanti e disponibili".

Dunque, solo chi passerà dalle aule dei tribunali – secondo quanto inserito in questa stesura del DDL – potrà essere indennizzato.

Il Ministero, o il Governo, sanno di essere colpevoli, ma una cosa è l'ammissione spontanea di colpevolezza, altro è essere condannati e dunque diventare meri esecutori di un provvedimento.

Ci chiediamo però se il fondo stanziato sarà sufficiente. Si consideri infatti che ai ricorsi già depositati se ne potranno aggiungere ancora di nuovi, e che il danno,come già dimostrato da alcuni giudici, potrebbe non fermarsi alla richiesta di risarcimento, ma coinvolgere il pagamento degli scatti di anzianità e la ricostruzione integrale di carriera.

Un argomento sul quale – ne siamo certi – avremo modo di ritornare.

Intanto è già stata fissata per il prossimo 23 giugno l'udienza della Corte Costituzionale in cui si deciderà sulla legittimità delle norme italiane sul precariato scolastico

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