Ripresa a settembre, previsti solo 16 mila docenti in più. Anief: ne servono dieci volte tanto

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Anief – Il Governo si accinge ad approvare un fondo di 400 milioni di euro da mettere a disposizione per le supplenze dell’anno scolastico 2020/21. 

Probabilmente, i fondi stanziati saranno utilizzati per aumentare a tempo determinato l’organico delle scuole di infanzia e primaria, per le quali si prevede un rientro a scuola a settembre con la suddivisione delle classi in piccoli gruppi. Il giovane sindacato replica: se le cose stanno così non ci siamo proprio, perché l’organico maggiorato di cui ha parlato nei giorni scorsi anche la viceministra Anna Ascani, durante un’intervista a Skytg24, deve essere molto più consistente.

“Per evitare di continuare con la didattica a distanza anche a settembre – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – abbiamo calcolato che occorrono 160 mila docenti e 40 mila Ata, che corrispondono a 15 mila docenti aggiuntivi e 5 mila Ata, indispensabili per rafforzare pulizia, controlli e segreterie, da considerare per ogni annualità scolastica dalla scuola dell’infanzia fino alla terza media. Un motivo in più per puntare sulle assunzioni direttamente da graduatoria d’istituto trasformate in provinciali: una procedura che in altri Paesi è la prassi e che in Italia non si vuole attuare nemmeno nel bel mezzo di una pandemia e con un numero mai visto di cattedre vacanti”.

Tutte le risorse di organico – mobilità, assegnazioni provvisorie, assunzioni, supplenze – dovrebbero essere disposte prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Al momento, commenta Orizzonte Scuola, rimane una chimera, se si pensa ad esempio che l’aggiornamento delle graduatorie di istituto trasformate in provinciali dovrebbe essere previsto dal Decreto Scuola la cui approvazione finale è prevista dal 29 maggio”, con gli emendamenti domani al vaglio della VII Commissione di Palazzo Madama. “Né sono state ancora stabilite le modalità di assunzione dei docenti con almeno trentasei mesi di servizio”. E oggi dovrebbe anche materializzarsi la “proposta di mediazione del Premier Conte fra le posizioni del M5S e quella di PD  Leu” sui concorsi per assumere i docenti precari.

LA POSIZIONE DELL’ANIEF

Anief continua a chiedere di farlo anche in mancanza di abilitazione, da acquisire nel corso dell’anno di prova. E sempre il giovane sindacato continua a sperare che la VII Commissione del Senato approvi anche l’emendamento al decreto legge n. 22 sulla Scuola che prevede dal prossimo anno gruppi-classe di non oltre 15 alunni: è l’unico modo per ripartire in sicurezza, senza sdoppiare le classi e quindi ripartire con una didattica “azzoppata”.

Il sindacato ritiene che comporre da settembre classi con massimo 15 iscritti, un organico davvero maggiorato, con 200 mila docenti e Ata in più, indispensabili per l’assistenza maggiorata per assolvere alle norme sanitarie e sui distanziamenti, oltre che l’assunzione dei precari da graduatorie d’istituto, sono il pacchetto di misure indispensabili per evitare che il nuovo anno si trasformi in un delirio disorganizzativo.

LE RICHIESTE DEL PRESIDENTE

“Noi lo chiediamo da mesi e lo continueremo a chiedere per tutta l’estate e negli incontri con l’amministrazione centrale a cui partecipiamo come sindacato rappresentativo – dichiara il leader dell’Anief Marcello Pacifico -, perché fare riprendere le lezioni in presenza a milioni di alunni, ancora con rischi di contagio, comporta scelte importanti e coraggiose. Scelte che hanno ovviamente dei costi. È bene che il Governo sappia che le somme stanziate sinora, sia per gli organici potenziati sia in generale per la ripartenza in sicurezza, sono molto al di sotto del necessario”.

“Solo per cancellare le classi pollaio – continua il presidente nazione del giovane sindacato – abbiamo calcolato che servono 7 miliardi di euro, mentre nel Decreto Rilancio di questa somma non c’è traccia. L’esecutivo non pensi di cavarsela, quindi, con 16 mila supplenti in più nella scuola dell’infanzia e primaria, qualche decina di migliaia di assunzioni, più della metà delle quali se non cambiano le regole del reclutamento andranno pure a vuoto perché GaE e graduatorie di merito non hanno più candidati”.

“Non basta dare 8 mila posti in surplus per ciascuna procedura concorsuale della secondaria, come è stato fatto in settimana, se poi le immissioni in ruolo complessive dai vari concorsi diventano meno di 80 mila, peraltro da attuare in almeno due anni, quando non coprono nemmeno il fabbisogno della quantità indicibile di posti liberi, senza titolare, a partire dal sostegno a quegli alunni disabili che tutti vogliono aiutare e che anche il prossimo settembre rimarranno invece ancora una volta senza il supporto didattico previsto per legge”, conclude Pacifico.

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