Ripetizioni private: autorizzazione, dichiarazione e tassazione

di Patrizia Del Pidio

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Come si fa a mettersi in regola se si intende dare delle ripetizioni private extrascolastiche? Vediamo le forme di tassazione e di dichiarazione.

Buongiorno

Sono un insegnante di scuola media superiore.

Vorrei conoscere la procedura per svolgere “correttamente” delle
lezioni private: autorizzazione, dichiarazione e tassazione.

Grazie

Per i docenti che effettuano lezioni private esiste, dal 2019, una imposta sostitutiva del 15% con imposizione separata. Questa cedola secca per le ripetizioni private, però può essere utilizzata soltanto dai docenti che sono titolari di cattedra. Vediamo, in ogni caso, quali sono i passi da fare per mettersi in regola se si voglio dare ripetizioni private extrascolastiche.

Lavoro autonomo occasionale

Se le ripetizioni non sono regolari, se l’attività  è saltuaria può essere considerata come lavoro autonomo occasionale per il quale non serve l’apertura della partita Iva. Si possono dichiarare le lezioni private come lavoro autonomo occasionale solo se il compenso annuo non supera i 5000 euro (in caso contrario è necessario iscriversi alla Gestione Separata per versare, anche, i contributi previdenziali).

In questo caso, per essere in regola, l’insegnante al momento del pagamento deve rilasciare una ricevuta non soggetta ad Iva nè a ritenuta d’acconto (se paga lo studente). Se il compenso supera i 77,47 euro è necessario apporre alla ricevuta una marca da bollo da 2 euro.

Tutti i compensi derivanti nell’anno dalle ripetizioni private, poi, vanno dichiarati nel modello 730, nel quadro D denominato “altri redditi” (o, in alternativa nel quadro RL del modello Redditi).

Partita Iva

Se l’attività di insegnamento nelle lezioni private è esercita con regolarità e i compensi superano i 5000 euro l’anno si può optare anche per l’apertura della partita Iva che non comporta costi fissi ma obbliga a presentare il modello Redditi anche se in un anno non percepiscono compensi. I contributi da versare non sono fissi poichè è necessaria l’iscrizione alla gestione separata che prevede un’aliquota dei contributi pari al 25,7% dei guadagni se si è liberi professionisti o del 24% se si è iscritti ad altre gestioni (come nel caso degli insegnanti di ruolo).

Per i primi 5 anni, se si apre una partita Iva si può aderire anche al regime forfetario che prevede una tassazione del 5% sui guadagni, dopo i primi 5 anni la tassazione passa al 15% (se si aderisce al regime forfetario non è necessario applicare l’Iva in fattura). Per aderire al regime forfettario, però, è necessario che i compensi annui non superino i 65mila euro.

Cedolare secca ripetizioni

Come abbiamo anticipato in apertura esiste anche una flat tax per i docenti di ruolo che intendono dare ripetizioni private. In questo caso non è necessaria apertura di Partita Iva e si applica il 15% di tassazione sui guadagni derivanti da lezioni private. I redditi derivanti dai compensi delle lezioni private, essendo soggetti a tassazione separata, non concorrono alla formazione del reddito complessivo. Pur rilevando ai fini Isee, tali guadagni non rilevano ai riconoscimenti di detrazioni e deduzioni.

In conclusione

Se le lezioni private che intende dare sono occasionali e i guadagni annui restano al di sotto dei 5000 euro, la scelta migliore è quella di dichiararla come lavoro autonomo occasionale inserendoli nella dichiarazione dei redditi o, in alternativa, scegliere la tassazione separata con la flat tax. In ogni caso non serve richiedere autorizzazioni, ma soltanto dichiarare i compensi.

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