Ripensare l’edilizia scolastica con nuovi ambienti di apprendimento. Documento Commissione Bianchi

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Antincendio scuole

Sul sito del Ministero dell’Istruzione è stato pubblicato, nella serata di sabato 13 febbraio, un documento, per volonta dell’attuale Ministro Patrizio Bianchi, che rende pubblico i contenuti del lavoro del Comitato per la riapertura delle scuole presieduto dal ministro ora in carica.

Un intero capitolo del dcoumento viene dedicato all’edilizia scolastica.

“Dall’infanzia all’università è necessario ripensare il processo di educazione alla cittadinanza, alla libertà,
alla diversità, alla responsabilità, all’inclusività, al pensiero critico, alla creatività, all’immaginazione… al
fine di creare cittadini capaci, competenti che si incamminano ad essere “cittadini del mondo” (o per lo
meno europei)“, si legge nel documento.

Poi le proposte: “All’interno del lavoro di questa commissione abbiamo suggerito che l’espressione “edilizia scolastica”, venisse, non solo terminologicamente, innalzata ad “architettura scolastica” o meglio ancora, che si parlasse di “ambienti di apprendimento”. Non è una questione puramente nominale, ma ontologica e concettuale. L’architettura nella sua “accezione strategica” diventa infatti un mezzo di analisi e regolazione attiva di processi, di organizzazione della complessità”.

E ancora: “Occorre che l’architettura scolastica sappia cogliere ed interpretare il cambiamento e che in tal senso si doti anche di nuovi strumenti e mezzi di rappresentazione e visualizzazione. Gli architetti devono cominciare a ragionare in termini di processi e possibilità, rinunciando all’idea del controllo totale, dell’irrigidimento formale e linguistico che tutto congela e sistematizza. Fluidificazione funzionale, progettazione della diversità, design dei servizi e delle qualità ambientali, uso sociale del territorio, impiego attivo dei nuovi media, sono alcune delle nuove condizioni capaci di attivare qualità relazionali”.

Si suggerisce pertanto di valutare attentamente:

– Morfologia del contesto
– Salvaguardia paesaggistica
– Fattori identitari e tipologici
– Tecniche e tradizioni locali
– Considerazioni sulla mobilità.

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