Riparte la politica dei tagli a partire da Presidi e Dsga. Pacifico (Udir-Anief): non è possibile dirigere contemporaneamente fino a 20 sedi o plessi scolastici

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Altro che investimenti nella scuola, la nuova bozza della manovra 2023, predisposta dal Governo Meloni, all’articolo 99 del testo provvisorio sacrifica centinaia di presidenze e di posti da direttore amministrativo per aumentare il Fondo unico nazionale e pagare le reggenze.

Udir, il giovane sindacato dei dirigenti scolastici, e Anief, sindacato rappresentativo del personale scolastico, reputano tutto questo inaccettabile. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir e Anief, “per valorizzare dirigenti e direttori servono risorse aggiuntive e non riduzione del personale. Pensare che reggere 4 o 20 sedi o plessi scolastici sia la stessa cosa, con plessi spesso a decine di chilometri di distanza, significa non conoscere il lavoro svolto con dignità e difficoltà da chi dirige le nostre scuole, né la complessità della gestione amministrativa, al tempo del PNRR”.

La decisione dell’Esecutivo Meloni, secondo il sindacato appare incomprensibile: “Invece di confermare le 400 sedi di presidenza delle sedi normo-dimensionate introdotte dal Governo Conte-bis nel triennio 2022/2024, ancora senza dirigente scolastico e con Dsga facente funzione con una soglia di 500 alunni, (provvedimento strappato sempre da Anief e Udir durante la pandemia), la bozza attuale della Legge di Bilancio autorizza il ministro dell’Istruzione e del Merito, peraltro in assenza di un nuovo accordo in Conferenza Stato – Regioni, a creare presidenze con 900-1.000 alunni e a utilizzare i risparmi per aumentare il FUN tagliato negli ultimi anni”.

Le sedi di presidenza oggi sono circa 8 mila: “Erano ben 12 mila nel 2008 prima dell’emanazione del regolamento sul dimensionamento scolastico Tremonti-Gelmini (DPR 81/09), attuativo della Legge 133/2008 e degli ulteriori tagli disposti dalla Legge 111/11 – ricorda il presidente Pacifico – , in questi anni sono stati chiusi già ben 10 mila plessi nel territorio con grave negazione del diritto allo studio e a dispetto di Comuni lasciati aperti. Nel frattempo, il carico di lavoro delle scuole dell’autonomia è notevolmente accresciuto, non in ultimo con la progettualità legata al PNRR”.

Anief e Udir chiedono lo stralcio e la conferma dei 400 dirigenti scolastici e Dsga nelle scuole normo-dimensionate. Nel frattempo, nel prossimo mese di marzo si svolgerà l’udienza pubblica al Tar Lazio sul ricorso presentato dai presidi iscritti a Udir sul recupero del FUN decurtato dal 2016 ad oggi. “Si tratta di recuperare 5mila euro annui in media a dirigente scolastico: lo stesso Ragioniere generale dello Stato è stato convocato dal tribunale amministrativo per spiegare il motivo del mancato ripristino delle risorse tagliate dopo l’intervento cautelare del Consiglio di Stato”, conclude Pacifico.

I presidi interessati possono chiedere di intervenire in giudizio. Adesioni al seguente link

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