Rinnovo del contratto, è l’ora della verità: martedì nuovo incontro all’Aran. Anief spinge per il contratto “ponte” da firmare entro agosto: docenti e Ata fanno i salti mortali per arrivare a fine mese

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Sul rinnovo contrattuale del comparto scuola, scaduto da oltre 40 mesi, siamo giunti all’ora della verità: ieri sera i sindacati hanno ricevuto una nuova bozza del testo da parte dell’amministrazione. Nei prossimi due giorni la proposta sarà verificata e martedì mattina, alle 10,30, diranno la loro durante l’incontro all’Aran (il terzo in poche settimane): in quella sede l’Anief confermerà la sua linea, che è quella di concludere a breve la trattativa sul Ccnl 2018/21 con l’impegno di riaprire il successivo con risorse maggiori e con l’intenzione di attualizzarne la sezione normativa.

“Martedì mattina – annuncia oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – cercheremo di convincere tutti, parte pubblica e altri sindacati, a firmare un contratto ‘ponte’ per dare 3 mila euro di arretrati e 100 euro di aumento al personale. Il problema è che bisogna accordarci subito, entro l’estate, se possibile già ad agosto, come ha anche detto il ministro dell’Istruzione, perché i dipendenti della scuola non si sono mai fermati negli ultimi quattro anni e si ritrovano a rischio della povertà, a causa di stipendi bassissimi e ben al di sotto dell’inflazione galoppante ormai a due cifre. Comprendiamo le esigenze di tutti, ma siamo convinti delle nostre ragioni. Tutto questo, è bene specificarlo, si potrà realizzare a patto che dall’amministrazione giunga pure un impegno formale sullo stanziamento di una somma consistente, con la Legge di Bilancio 2023, da inglobare nel contratto 2022/2024”.

 

Il giovane sindacato ricorda che nel 2018, dopo un decennio di blocco, arrivarono alla scuola 87 euro lordi; mentre oggi, dopo quattro anni di blocco, il personale ne prenderebbe 107, sempre lordi, più arretrati che vanno dai 2 mila a 3 mila euro. “Attendere ancora – continua Pacifico -, per pagare un periodo passato e attraverso un contratto scaduto da sei mesi, non avrebbe senso. Il rischio, inoltre, è che senza accordo questi soldi arriveranno a docenti e Ata non prima di un anno, anche un anno e mezzo. Nel frattempo, i lavoratori si stanno sempre più impoverendo, con il caro-vita che li costringe a fare i salti mortali per arrivare a fine mese”.

 

Anief ha proposto da ben oltre un mese la sottoscrizione immediata di un contratto ‘ponte’. Come ha prodotto da tempo una piattaforma dettagliata sulle modifiche da apportare alla parte normativa, anche con indennità da introdurre per il personale scolastico, universitario e della Ricerca, tenendo conto pure dell’arrivo del salario minimo legale. Martedì sarà il tempo delle prime risposte.

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