Rinnovo del contratto, Anief: proposta Aran prende forma, ai docenti più mansioni e ore di lavoro in cambio di aumenti miserevoli

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ANIEF – La polpetta avvelenata sugli obblighi di lavoro da aumentare a costo zero è stata servita.

Ed è più grande di quanto temesse l’Anief: l’Aran, l’agenzia per la rappresentanza della parte pubblica, ha infatti presentato ai sindacati rappresentativi la sua proposta indecente, con una serie di mansioni che si vorrebbero assegnare ai nostri insegnanti anche contro la loro volontà. Perché non riguarda solo l’obbligo di formarsi senza prevedere indennità: la lista degli incarichi da assegnare, oggi tutti facoltativi, è lunga e dettagliata. Si tratta di un fatto grave, con i sindacati maggiori che continuano a tenere semi-nascosto.

Su ‘La Repubblica’ si spiega “come stanno le cose. Per i docenti, secondo il volere dell’Aran, gli obblighi aumenterebbero. E non di poco. Oltre alle ore frontali di cattedra (18 per la scuola media e superiore, 24 per la scuola elementare (22+2) e 25 per la scuola dell’infanzia) e a tutte le attività funzionali all’insegnamento (preparazione delle lezioni e correzione dei compiti, per citarne alcune), cui si aggiungerebbero il tutoraggio per le attività di Alternanza scuola-lavoro e la formazione in servizio, diventano obbligatori altri due gruppi di attività: quelle per il Potenziamento dell’offerta formativa e quelle Organizzative e amministrative”.

“Per tradurre dal sindacalese, se il preside chiama un docente a collaborare per fare parte dello staff di presidenza, per la somministrazione dei test Invalsi, per l’orientamento degli alunni o per le ore di recupero, a prescindere dalla remunerazione delle stesse, il docente non potrà rifiutarsi. In altre parole, la miriade di attività che i docenti svolgono oltre quelle istituzionali, al momento volontarie, diventerebbero obbligatorie. Un aspetto su cui i sindacati contano di fare battaglia e, eventualmente, di fare naufragare la trattativa”.

Chi ha intenzione di opporsi con tutte le sue forze ad un contratto collettivo nazionale con questi contenuti è sicuramente l’Anief. “Non bastavano gli aumenti di stipendio miserevoli – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – che dopo quasi dieci anni di blocco porteranno arretrati-mancia e appena 57 euro lordi a regime ai maestri neoassunti della primaria e 88 euro lordi ai docenti a fine carriera delle superiori; ora gli esperti di gestione pubblica si inventano delle formule che penalizzano la loro professionalità, quasi dovessero scontare chissà cosa. È questa la valorizzazione della categoria di cui parla insistentemente la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e che sarebbe confluita nella Legge di Stabilità 2018?”.

“I tavoli contrattuali – continua il sindacalista autonomo – servono per migliorare le norme, non per introdurre quelle di cui nessuno sente il bisogno. Visto che c’è l’intenzione di mettere mano al contratto collettivo nazionale di lavoro, l’amministrazione farebbe bene a concentrarsi sull’annullamento delle tante discriminazioni che continuano a perpetrarsi nei confronti del personale precario, ad iniziare dalla non assegnazione degli scatti automatici di anzianità, sui quali in più occasioni i tribunali e pure la Cassazione hanno espresso il loro parere positivo a favore dell’allineamento”.

“Oppure si potrebbe pensare di introdurre, finalmente, dei nuovi profili professionali per il personale Ata, adeguati ai tempi e alle necessità, con relativi livelli retributivi maggiorati. Invece, si va avanti con il canovaccio di sempre: quello di una scuola gerarchica, dispotica, burocratica e ingiusta. Continuando, in questo modo, a mantenere in vita esattamente l’opposto di quello che si insegna agli alunni nelle stesse scuole. Anche per questi motivi – conclude Pacifico – confermiamo l’intenzione di scioperare due volte: a fine mese e a febbraio”.

Anief ricorda agli interessati che è ancora possibile recuperare  2.654 euro di arretrati, incrementati dei primi due mesi del 2018 indebitamente sottratti, e a partire da settembre 2015, come ha confermato due anni fa la Corte Costituzionale: basta consegnare il modello di diffida predisposto dall’Anief, attraverso cui recuperare almeno 270 euro di aumento, da suddividere in due parti uguali: la prima sulla mancata assegnazione dell’indennità di vacanza contrattuale, la seconda di effettivo incremento.

Ancora per pochi giorni, infine, è ancora possibile candidarsi come Rsu Anief, compilando on line la scheda sul portale Anief (clicca qui per accedere).

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