Rinnovo contratto: verso un peggioramento delle condizioni di lavoro in cambio di 40 euro al mese? Prime minacce di non firmare

Notizie fondate sui documenti presentati ai sindacati, molte provenienti da indiscrezioni, ma su una cosa si è certi, la direzione presa deve essere modificata.

Punti critici

Sindacati come UIL, SNALS, CGIL hanno avanzato critiche ad alcune delle possibili modifiche alle condizioni di lavoro dei docenti e del personale ATA.

Forti critiche, ad esempio, relativamente

  • al blocco triennale della mobilità,
  • l’aumento dei poteri dei dirigenti in materia di sanzioni disciplinari e assegnazioni di incarichi con aumento di ore lavorative per i docenti
  • formazione obbligatoria non retribuita e fuori da orario di lavoro

    Questi alcuni dei punti caldi, cui si aggiunge un potenziale intervento sui permessi dei docenti dei quali si hanno soltanto alcune suggestioni.

    Aperture

    Poche, al momento, le aperture da parte governativa per quanto riguarda le richieste dei sindacati. Ad esempio, sembrerebbe accoglibile la proposta di far confluire nella contrattazione il bonus merito dei docenti, mentre risulterebbe impraticabile la possibilità di convogliare il bonus 500 euro nello stipendio dei docenti. Basterà questa apertura per accontentare i sindacati?

    Stipendio

    Nodo centrale. L’amministrazione ha riproposto uno schema identico a quello del resto della Pubblica Amministrazione, relativamente agli aumenti stipendiali. La media degli aumenti sarà di 85 euro, che al netto si aggirano intorno ai 40 euro.
    Una cifra che è stata giudicata come insufficiente da molti fronti.

    I sindacati firmeranno?

    Difficile dire. Certo è che già SNALS e UIL hanno messo dei paletti che delineano un netto confine.

    Ad esempio, lo SNALS ha già considerato di non firmare il contratto per la presenza di alcuni punti peggiorativi delle condizioni lavorative, a partire dall’aumento di poteri dei dirigenti e all’aumento dell’orario di lavoro.

    La UIL da canto suo ha annunciato di non firmare nel momento in cui non si garantiranno ai docenti gli incrementi stipendiali promessi e soprattutto se non sarà salvaguardato il bonus di 80 euro a rischio aliquota.

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