Rinnovo contratto scuola, Turi (Uil Scuola): “Dopo vent’anni di attacchi ai lavoratori si cambia verso. Ma servono risorse aggiuntive” [INTERVISTA]

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Pronti. via. E’ partita la trattativa che porterà al rinnovo contrattuale del pubblico impiego. Pochi giorni fa è stato sottoscritto il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale: un punto di partenza che vedrà l’avvio della stagione negoziale e che coinvolgerà naturalmente anche il comparto scuola. 

Rinnovo contratto: aumenti medi di oltre 100 euro. Elemento perequativo confluirà nella retribuzione

Parallelamente si sta costruendo un “Patto per l’istruzione“. Una sorta di spin-off di matrice “brunettiana” che vede però come protagonisti principali il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e le organizzazioni sindacali. Il patto ha lo scopo di riportare la scuola, gli studenti e tutti i lavoratori al centro della scena.

Precari, aumenti stipendiali e reclutamento: Bianchi e i sindacati lavorano in sintonia al Patto per la scuola

Ma per arrivare al centro della scena bisogna prepararsi a dovere e in questo senso il rinnovo del contratto collettivo nazionale di insegnanti e personale Ata rappresenta uno degli snodi fondamentali capaci di trainare tutto il processo di rinnovamento.

Lo sa bene Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola che a colloquio con Orizzonte Scuola spiega il contesto di partenza da cui si parte e traccia il percorso che a suo modo di vedere dovrà portare al rinnovo del CCNL.

Si sente fiducioso in vista dell’apertura del confronto sul rinnovo del contratto del personale scolastico?

La fiducia è ciò che manca in questo paese e se ne vedono le conseguenze economiche e sociali. Servirebbe una rivoluzione: quella dove ognuno fa il suo mestiere. In un paese ormai alla confusione dei ruoli ognuno si sente in diritto di dire agli altri cosa deve fare, forse per la considerazione dell’uno vale uno. Una macedonia in cui nessuno capisce più nulla e la politica politicante ci sguazza. Oggi c’è stato un incontro con il ministro Bianchi, nei giorni scorsi c’è stato un accordo con il ministro Brunetta. In entrambi i casi si cambia verso e si chiede ai corpi intermedi di condividere scelte e prospettive di sviluppo per uscire dalla crisi. Ci sembra che i nostalgici della disintermediazione ci siano rimasti male eppure venti anni di politiche neoliberiste ed antisindacali avrebbero dovuto insegnare qualcosa: la fiducia viene dalla condivisione e non dalla contrapposizione. Io su questo sono fiducioso.

Eppure, secondo le prime stime, sappiamo che gli aumenti non dovrebbero andare oltre circa 55 euro netti al mese…

Avere aperto la strada al negoziato è solo un primo passo per il rinnovo dei contratti. Non saranno contratti per adesione, ma per convinzione. La UIL Scuola rinnoverà il contratto solo se ci saranno le condizioni sia economiche che giuridiche. Ci sono degli elementi che sono stati messi in chiaro e che vale la pena di sottolineare: prima di tutto che la parte di retribuzione del vecchio contratto, relativa alla parte perequativa, non è assorbibile dai nuovi aumenti retributivi. In seconda battuta servono risorse aggiuntive per la valorizzazione del personale e dei nuovi profili relativi all’ordinamento professionale. Infine, che si possono prevedere sgaravi fiscali al pari di ciò che è previsto per i lavoratori privati questo significa voler investire. Positivo che si pensi alla Pubblica amministrazione come settore che traina la qualità e lo sviluppo del Paese. Per la scuola, siamo convinti che l’investimento strutturale è quello sul personale.

Secondo Pino Turi, allora, quale obiettivo bisogna porsi per arrivare ad un rinnovo soddisfacente dal punto di vista stipendiale?

Quando si apre una fase contrattuale bisogna avere una strategia, ma non sarebbe saggio porre livelli e guardare solo all’aspetto economico, che è importate almeno quanto la parete giuridica e normativa. I contratti si sottoscrivono se ci sono le condizioni, è il momento che determina la giusta mediazione. Se lei va a comprare un’auto ci sarà il concessionario che vorrà venderla al prezzo più alto possibile e lei cercherà di chiudere il contratto al prezzo più basso possibile. Nella trattativa non saranno ininfluenti le condizioni del veicolo, né la disponibilità economica dall’acquirente. L’importante è che, e torniamo al punto di partenza, ognuno deve fare al meglio il suo mestiere e noi lo faremo al meglio, ascoltando, valutando con grande attenzione, parlando con le persone.

Non solo stipendio: ci sono altre voci del rinnovo contrattuale a cui bisogna prestare attenzione?

La libertà di insegnamento e i valori e principi costituzionali per noi non sono negoziabili. Come vede l’aspetto economico non è il solo da tenere presente, bisogna salvaguardare ruolo e funzione dei lavoratori della scuola che da un ventennio almeno stanno subendo attacchi di tutti i tipi, al limite della sopportazione. Il contratto deve riconoscere diritti sindacali e lavorativi, anche gli obblighi naturalmente. Ma servono criteri oggettivi e certi, non soggetti a valutazioni discrezionali, come sta avvenendo da tempo per effetto dei modelli neoliberisti. C’è ancora qualche nostalgico della legge 107, ma ormai è facile vedere che hanno fallito. Si tratta di salvaguardare la partecipazione democratica che, nella scuola, garantisce l’insegnamento libero e il diritto di apprendere degli studenti.

Il patto per l’innovazione per il pubblico impiego prevede un potenziamento della “contrattazione decentrata”. Come giudica tale indicazione?

Abbiamo sottoscritto convintamente il Patto per l’innovazione del pubblico impiego perché sostituisce la legge con il contratto almeno per gli aspetti relativi al rapporto di impego. Chi è intellettualmente onesto ammette che si tratta del sistema più moderno di relazioni che ci sia. Dato così vero che è associato all’azione politica di rilancio e di investimenti che sostituisce la politica del contenimento della spesa e dei tagli. Il Covid ha avuto il merito di mettere in evidenza come – senza lo Stato – i cittadini tutti, senza distinzione, sono più fragili ed indifesi. Questo significa tornare alla solidarietà e alla condivisione. La contrattazione si nutre di solidarietà e condivisione.

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