Rinnovo contratto, sindacati attaccano: “Governo usa come risorse il taglio di organici e carta docente. E cerca di depotenziare lo sciopero del 30 maggio”

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Mettono i punti sulle i le organizzazioni sindacali a proposito dell’atto di indirizzo inviato all’Aran: il 17 maggio primo round della contrattazione che sarà contraddistinto da un clima sempre più rovente.

Cerchiamo di fare chiarezza sulla vertenza in corso fra Sindacati della Scuola e Governo“, scrivono i sindacati FLC CGIL, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda in un comunicato unitario.

Il 30 maggio 2022 – ricordano i sindacati – è stato indetto lo sciopero della scuola perché il Governo ha presentato il Decreto Legge 36/2022 che interviene in maniera pesante e scorretta in materie (salario e carriera) che sono, per ordinamento (D.L.vo 165/2001), esclusiva competenza del contratto. E l’Esecutivo fa ciò ricavando risorse attraverso il taglio dell’organico (circa diecimila unità di personale in tre anni) e il taglio della card docenti“.

Ora, insistono le organizzazioni sindacali – su taluni organi di informazione, nel dare notizia dell’avvenuto invio all’ARAN dell’Atto di indirizzo per l’avvio delle trattative nel Comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2019-21, si legge di una sorta di saggio intervento del Governo che avrebbe stanziato più di due miliardi che renderebbero ricchi i docenti e il personale Ata”.

A parere delle sigle, “il sottinteso sarebbe che lo sciopero non avrebbe senso visto il ricco piatto stanziato dal Governo e visto che l’atto di indirizzo è stato finalmente inviato“.

Pertanto, il comunicato rimarca quanto già espresso in precedenza: “Si sappia, dunque, che quei soldi sono vecchi, stanziati da ben tre leggi di bilancio (2019, 2020, 2021), riguardano un contratto scaduto da tre anni e cinque mesi, che un docente senza anzianità avrà circa 60 euro lordi (50 netti) e che l’atto di indirizzo arriva fuori tempo massimo. La legge di bilancio 2022 ha stanziato qualche limitata risorsa aggiuntiva, ma non certo sufficiente a garantire aumenti adeguati per tutto il personale anche a fronte dell’aumento dell’inflazione che rischia di erodere completamente gli aumenti previsti.

E ancora: “l’invio all’ARAN dell’Atto di indirizzo è un atto che era dovuto da tre anni. E certamente nelle rivendicazioni sindacali non poteva mancare la richiesta dell’emanazione immediata dell’Atto di indirizzo medesimo“.

Per questo motivo, da un lato le sigle FLC CGIL, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda, ribadiscono che “si sgombri il campo da questo intervento a gamba tesa del Governo, stralciando dal DL 36/2022 le materie sull’istruzione, che sono e devono rimanere di prerogativa contrattuale”. E dall’altro, “rimangono confermate tutte le ragioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero del 30 maggio 2022“.

In precedenza il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, ha parlato del rinnovo contrattuale, annunciando proprio l’invio dell’atto di indirizzo all’Aran, e dello sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali: “Rispetto le decisioni dei sindacati. Ci tengo a sottolineare che si tratta di un disegno serio e innovativo che fa parte del Pnrr. Si definisce un percorso chiaro di formazione iniziale affidato a università e scuola insieme, che valorizza il tirocinio con tutor scolastici e che integra anche le competenze didattico pedagogiche”, dice a proposito della contestata riforma del reclutamento, alla base della protesta indetta dai sindacati il 30 maggio”.

“Gli aumenti stipendiali sono materia contrattuale. E anche per quanto riguarda la formazione incentivata, a regime, superata la prima fase, è rimessa alla contrattazione. – ha aggiunto Bianchi – Vado in molte scuole da quando sono ministro e incontro insegnanti che ci chiedono più formazione e un riconoscimento dei loro sforzi educativi. Con il decreto diamo strumenti che consentano un aggiornamento costante, indispensabile per svolgere il loro compito di guida”.

Rinnovo contratto scuola, emanato Atto di indirizzo [scarica PDF] Il 17 maggio alle 15.00 al via le trattative tra Governo e sindacati

Riforma reclutamento e formazione, sindacati: zero aumenti stipendiali, dimenticano i precari storici e tagliano 10mila cattedre per formare qualche docente in più. SCIOPERO il 30 maggio

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