Rinnovo contratto, sindacati all’Aran. Anief: riallineare stipendi all’inflazione, altrimenti non ci stiamo

di redazione
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comunicato Anief – “Qualsiasi tematica da affrontare sui prossimi rinnovi contrattuali è inutile se prima non si provvede al recupero del valore dello stipendio rispetto all’inflazione”.

A dirlo è Marcello Pacifico, che martedì prossimo farà parte della delegazione Cisal-Confedir convocata all’Aran su un incontro riguardante la stagione contrattuale 2016-2018, al fine di individuare un percorso condiviso per l’avvio dei negoziati relativi a ciascun comparto e area, che impegneranno i prossimi mesi, dopo che nelle scorse settimane si è giunti al Ministero della Funzione Pubblica all’approvazione definitiva del testo unico del pubblico impiego.

“Si tratta – annuncia l’Aran – di un incontro diretto a individuare le tematiche per i prossimi rinnovi contrattuali, nell’ambito dei quali occorrerà affrontare i problemi di armonizzazione dei nuovi contratti con le norme di legge intervenute dopo il periodo di sospensione dell’attività negoziale e, inoltre, stabilire discipline comuni e convergenti all’interno dei nuovi comparti e delle nuove aree di contrattazione, individuati dall’Aran e dalle Confederazioni sindacali nell’accordo siglato il 13 luglio 2016”.

“L’Agenzia prevede quindi un periodo abbastanza lungo prima di poter arrivare a un accordo definitivo, considerato anche che le risorse utili per poter arrivare agli 85 euro di aumento medio saranno disposte solo dalla prossima legge di stabilità”, commenta oggi la rivista specializzata Orizzonte Scuola.

Anief sarà presente alla trattativa attraverso il professor Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e organizzativo Confedir, le due Confederazioni rappresentative convocate il 27 giugno all’Aran: “aver aspettato nove anni per avviare una trattativa che al momento ha la sicura copertura di 36 euro lordi medi a lavoratore, rappresenta un insulto alla professionalità di un milione di docenti e Ata. Per avere la certezza degli aumenti più sostanziosi occorre infatti ancora la ratifica di oltre 3 miliardi di euro, attraverso la Legge di Bilancio di fine 2017. E quando arriveranno quei fondi, comunque, non si andrà oltre a 50 euro netti a dipendente”.

Tra i punti di cui si discuterà a Roma, nel corso dell’incontro Aran-Confederazioni sindacali, c’è anche il macro-comparto della Conoscenza: vi faranno parte i lavoratori della Scuola, dove operano dirigenti, docenti, educatori, amministrativi, tecnici e ausiliari; l’AFAM, cui fanno capo direttori, docenti, coordinatori, assistenti, coadiutori; l’Università, nel quale svolgono le loro prestazioni lavorative dirigenti, elevate professionalità e personale amministrativo; i 21 Enti pubblici di ricerca che comprendono dirigenti, personale amministrativo e di ricerca.

Secondo Pacifico, “se all’Aran si vuole definire la parte normativa, con il nuovo ‘compartone’ Scuola, Università, Ricerca pubblica e Afam, allora possiamo anche parlarne. Se, invece, come sembra, si vogliono prioritariamente gettare le basi per accreditare l’aumento medio del personale a dir poco insufficiente, che oggi percepisce gli stipendi del 2009, allora non ci stiamo: la busta paga dei dipendenti pubblici, a iniziare dalla scuola, dove gli stipendi sono i più bassi della P.A., va almeno riallineata al costo della vita: per un recupero equo di questo gap, che ha fatto sprofondare gli stipendi di docenti, Ata e dirigenti scolastici ben al di sotto della media Ocse, servirebbero 105 euro di indennità di vacanza contrattuale dal settembre 2015, come ha stabilito la Corte Costituzionale. E altrettanti di vero e proprio aumento. Sono 210 euro e pure netti, quindi quattro volte tanto quello che mette sul piatto oggi il Governo”, conclude il sindacalista.

Il giovane sindacato ricorda di aver messo a disposizione dei lavoratori i modelli di diffida per il recupero totale degli arretrati, attraverso lo sblocco dell’Indennità di vacanza contrattuale, da assegnare per legge. È una procedura che possono attuare sia i dipendenti della Scuola che i lavoratori della Pubblica Amministrazione.

21 giugno 2017

Ufficio Stampa Anief

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