Rinnovo contratto scuola, Valditara lancia l’allarme: “Occorre trovare soldi freschi, necessario valorizzare gli insegnanti”

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“Occorre ripensare a un nuovo patto educativo. Mi impegnerò a costruire una scuola serena, ispirata al senso di responsabilità, che torni a considerare l’autorevolezza dei docenti che devono essere consapevoli dell’alta dignità della loro professione”.

Così il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a ‘Tutti in classe’, in onda su Radio Rai1.

Valditara ha evidenziato la necessità di rinnovare il contratto ai docenti, servono “soldi freschi, soldi nuovi, bisognerà trovare una soluzione: il problema economico è uno dei temi importanti per tornare a valorizzare questa figura professionale”.

“Credo che occorra che il docente sia sempre più accanto alla famiglia e questa sia sempre più coinvolta nel processo educativo dei figli e responsabilizzata. I genitori, oggi, vanno dai docenti soprattutto per lamentarsi: ai miei tempi i genitori davano sempre ragione ai docenti. Smettiamola con la società rivendicativa, livorosa, serve un clima positivo che faccia emergere i talenti”, ha aggiunto Valditara.

3,5 miliardi. Arretrati compresi. Le cifre previste per il rinnovo contratto scuola

Complessivamente, il contratto scuola prevede per 622,9 milioni per il 2019, 963 milioni per il 20220 e 2021,3 per il 2021. Il recupero dei soli arretrati maturati fino alla fine del 2022 produce un costo lordo una tantum da oltre 5,6 miliardi e un peso effettivo sui saldi da 3,5 miliardi. Ecco, questa è la cifra destinata al rinnovo del CCNL scuola prevista per il 2022 ma che verrà spostata al 2023.

340 milioni dal MOF: ancora nessuna risposta dal MEF

Resta poi la questione di circa 340 milioni in più provenienti dal MOF: come sappiamo, infatti, nel corso del rinnovo del CCNI del salario accessorio, è stato raggiunto l’accordo spinto da mesi dai sindacati, di spostare una parte della cifra prevista per il MOF al contratto scuola.

Come abbiamo spiegato in precedenza, l’Aran, nel corso dell’incontro con le organizzazioni sindacali del 18 ottobre, ha informato che l’integrazione dell’atto di indirizzo, che prevede per la messa a disposizione delle risorse riguardanti la valorizzazione del personale della scuola, circa 340 milioni, sta completando il suo iter ed è attualmente al MEF. Attualmente, dunque, il MEF non ha ancora dato l’ok per lo spostamento delle cifre. Ma se anche dovesse arrivare entro la fine dell’anno queste risorse dovranno aggiungersi a quei 3,5 miliardi previsti per il rinnovo. Gli oltre 300 milioni dal MOF non incideranno molto sulla busta paga in base alle stime complessive e siamo infatti abbondantemente lontani dalle 3 cifre che chiedevano i sindacati. A conti fatti bisogna considerare che i docenti in busta paga potrebbero ricevere una cifra compresa fra i 15-20 euro circa in più. La base di partenza è, come sappiamo, un aumento medio di circa 50-60 euro netti in busta paga a cui bisognerà aggiungere, dunque, le risorse provenienti dal salario accessorio.

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