Rinnovo contratto scuola, prosegue la trattativa. Anief decisa: “La formazione va svolta nell’orario di servizio”

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Nuovo round per il rinnovo del contratto scuola. Nella giornata di oggi, 21 febbraio, incontro all’ARAN con i sindacati. Il focus è stato quello delle attività funzionali dell’insegnamento.

A fornire il primo commento è il sindacato Anief, che nel corso dell’incontro ha chiesto una revisione delle attività funzionali all’insegnamento in cui inserire in modo esplicito le attività previste per il Glo e far figurare la formazione in modo strutturato e organico.

È impensabile che la formazione sia svolta al di fuori degli obblighi contrattuali già previsti e senza alcuna retribuzione aggiuntiva – commenta il presidente Marcello Pacificola formazione è centrale nella vita professionale di tutti i lavoratori della scuola, ma deve essere retribuita, come ci ha ricordato una sentenza della Corte di Giustizia Europea. E va necessariamente svolta durante l’orario di servizio e senza ore aggiuntive. Ricordiamo inoltre che un docente su quattro è precario ed ha gli stessi diritti-doveri del collega di ruolo, è giunta l’ora che si assegni la Carta dei docente.

Ma la trattativa proseguirà domani, 22 febbraio, in cui si tratterà il capitolo personale ATA, forse quello più complicato da risolvere vista la distanza fra la proposta ARAN e quella sindacale.

In particolare, lo scontro riguarda il riordino dei profili professionali, con il punto d’arrivo che vedrebbe l’eliminazione delle posizioni economiche ATA. Soluzione che vede i sindacati contrari.

La proposta dell’Aran, come già nei precedenti incontri, prevede  un sistema di classificazione articolato su quattro aree.

Questa la sintesi, con commento, del sindacato UIL Scuola RUA

  • Area dei collaboratori (non cambia nulla rispetto al passato);
  • Area del collaboratore esperto (dalla precedente area AS, formata solo dai CS delle aziende agrarie, si passa ad un’area dove possono accedere tutti i CS). Un ‘innovazione pericolosamente divisiva che prevede anche attività di coordinamento dei colleghi CS. L’area rappresenta un freno che limita i passaggi dall’area A alla B (occorrono almeno 5 anni di permanenza se si possiede il titolo, altrimenti ne servono 10), poiché richiede il passaggio da A ad AS prima di andare in B.
  • Area degli assistenti. Con la soppressione dell’area C, gli assistenti rimangono imbottigliati nell’area di appartenenza. Gli amministrativi potrebbero avere passaggi nell’area dei funzionari (l’area non ha un organico, per cui rimane un’astrazione). I tecnici lo sono ancor di più perché per loro andrebbe istituita addirittura un’area dei funzionari tecnici, che al momento non esiste. Rimane drammaticamente insoluta la problematica degli AT in servizio nelle scuole del 1° grado a cui verrebbe riconosciuta una semplice indennità quale compenso per i trasferimenti da effettuare nelle scuole della rete.
  • Area delle Elevate Qualificazioni (EQ) La sua attivazione utilizza la tecnica degli “incarichi” che riguarderebbero tutti gli appartenenti alla nuova area (vecchi e nuovi). La durata degli stessi è triennale e interessa tutti. Gli incarichi li conferisce l’Ambito Territoriale e sono garantiti solo in caso di vacanza di posti da DSGA. Ai nuovi funzionari (l’accesso riguarda solo quelli che hanno almeno tre anni di incarico di DSGA) è garantito l’incarico solo in caso di posto vacante da DSGA. L’incarico non è rinunciabile, va accettato.

Tre diverse posizioni DSGA

Si determinano tre diverse posizioni di DSGA:

  • gli storici (quelli che lo sono già)
  • i nuovi funzionari (gli ex DSGA ff.)
  • quelli che verranno assunti a seguito di nuove procedure concorsuali.

In futuro nell’area delle Elevate Qualificazioni si entrerebbe solo per  incarico, secondo quanto avviene anche in tutti gli altri comparti del pubblico impiego.

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