Rinnovo contratto scuola, fumata nera: i sindacati chiedono nuove risorse per gli aumenti di stipendio. Le ultime novità

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Si è tenuto all’Aran un nuovo incontro dedicato al rinnovo del contratto scuola. Ma non ci sono novità sul fronte risorse. A questo punto sembra sempre più probabile che la firma non avverrà a breve e dunque sarà il nuovo Governo ad occuparsene.

La richiesta dei sindacati ribadita nell’incontro del 7 settembre è quella di reperire nuove risorse per superare i circa 100 euro di aumento previsti attualmente. L’unico modo per ottenere tali risorse sarebbe riaprire l’atto di indirizzo e recuperare circa 270 milioni di euro che il Governo ha stanziato in manovra ma che il MEF non sarebbe disposto a cedere.

Il prossimo incontro previsto all’ARAN è fissato il 14 settembre alle 10,30. Ma si parlerà di profili ATA.

E’ l’unico modo per avere altre risorse. E la risposta dovrà arrivare a breve. Altrimenti di questo rinnovo contrattuale si dovrà occupare la prossima legislatura“, dice ad Orizzonte Scuola Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief.

Noi, come Anief, eravamo disponibili già da tempo a firmare un contratto ponte per garantire almeno subito le risorse disponibili“, ha aggiunto Pacifico, che dunque non nasconde la situazione: “così la firma del nuovo contratto non potrà arrivare con questo Governo“.

Se il problema sono i termini di cambio dell’atto di indirizzo, allora facciamo il punto su tutte le risorse e troviamo un accordo. Ancora di più perché l’Aran ha detto che intende firmare il contratto. E anche gli altri sindacati sono della stessa idea. Perché allora non lo facciamo subito? Non occorre attendere alcuna integrazione dell’atto di indirizzo. Basta chiedere a tutti i partecipanti quali sono le condizioni per arrivare alla firma entro il 25 settembre, prima quindi delle elezioni politiche”, aggiunge il sindacalista.

La verità è che i docenti e il personale Ata sono impoveriti sempre più e servono risorse: per questo abbiamo rilanciato il contratto ponte, che chiediamo da mesi, è l’unico modo per dare immediato ossigeno ai lavoratori dell’istruzione e della ricerca. Il resto, a partire dalle modifiche della parte normativa, vanno trattate nel prossimo contratto, il Ccnl 2022/24, ancora di più perché quale senso avrebbe modificare le norme di prestazioni lavorative già svolte?”, conclude Pacifico.

“Un testo irricevibile sia sul piano economico che su quello normativo”. La Gilda-Unams boccia la bozza del contratto presentato dall’Aran ai sindacati e di cui si è tornati a discutere oggi pomeriggio nel primo incontro della trattativa per il rinnovo dopo la pausa estiva.

In linea con le altre sigle sindacali – dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Federazione Gilda-Unams – riteniamo che siano necessarie altre risorse da destinare all’aumento delle retribuzioni dei docenti, perché con un’inflazione galoppante che ormai ha raggiunto il 9%, non è possibile accettare un incremento del 4,2% per un triennio contrattuale tra l’altro già scaduto e senza aver stanziato ancora nulla per quello che sta per iniziare”.

Giudizio fortemente negativo anche sul fronte normativo: “Abbiamo espresso pesanti riserve soprattutto sulla parte riguardante il sistema delle sanzioni disciplinari che, così come è prospettato, risulta incompatibile con la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione”, conclude Di Meglio.

Le cifre

La Legge di Bilancio che l’esecutivo dovrà varare sarà almeno di 25 miliardi e dovrà contenere anche i costi per il rinnovo del contratto per il personale scolastico.

Sulla questione economica, si parte dal famoso aumento a tre cifre, che non c’è. Si arriverà a poco meno di 50 euro netti in base alle ultime cifre. Per quanto riguarda il personale docente, si prevede un aumento medio di 123 euro (lordi) al mese, per 13 mensilità, anche se bisogna considerare che di questi, 21 euro provengono dal MOF per contrattazione integrativa e quindi non per tutti gli insegnanti. Per quanto riguarda il personale ATA, si parla di un aumento di 75 euro + 9,79 per ordinamento professionale + 3,91 nel MOF per contrattazione integrativa, per un totale circa di 90 euro.

Secondo i sindacati a poco servirebbero le cifre stanziate dalle altre attività. Le organizzazioni sindacali puntavano ad un adeguamento economico a tre cifre: fino a 300 euro lordi. Siamo dunque ben lontani da quelle prospettive. Non sarà, però, il governo Draghi ad occuparsene con ogni probabilità. Sarà il nuovo esecutivo a farlo.

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