Rinnovo contratto scuola, firmata intesa economica (SCARICA TESTO), ora al lavoro sulla parte normativa. Ottimismo per la chiusura entro gennaio

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Dopo aver incassato ieri, 5 dicembre, la certificazione positiva della Corte dei conti, l’Aran e le organizzazioni sindacali hanno firmato definitivamente, presso la sede dell’Agenzia, il contratto Scuola, istruzione, ricerca per il triennio 2019-2021, che si applica a tutto il personale a tempo indeterminato e determinato dipendente dalle amministrazioni del comparto, per un totale di un milione e 200mila dipendenti pubblici, di cui oltre 850mila insegnanti.

È previsto un incremento del trattamento tabellare per tutti i dipendenti del comparto, nonché un incremento delle indennità fisse e ricorrenti.

L’incremento medio lordo mensile per 13 mensilità per tutto il comparto è pari a 98 euro. Per quanto riguarda il personale docente, gli incrementi medi lordi ammontano a 101 euro mese, pari a un incremento percentuale superiore al 4,2%. Il contratto consente la corresponsione di arretrati per 2.362,49 euro medi per tutto il personale della scuola (per i docenti l’ammontare è di 2.450 euro medi). Gli arretrati e i benefici saranno erogati entro fine anno, come da impegno del Governo.

Il negoziato sta proseguendo con riguardo al trattamento giuridico ed agli ulteriori aspetti del trattamento economico.

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Aran

“Con la firma di oggi, la parte economica del nuovo Ccnl entra immediatamente in vigore, così aumenti e arretrati potranno essere erogati entro fine anno. Si conclude il lungo lavoro con i sindacati sulla parte economica del contratto, ma prosegue, senza soluzione di continuità, la trattativa all’Aran sulla parte normativa dello stesso Ccnl, che contiene importanti innovazioni per i settori interessati. L’obiettivo è continuare questa negoziazione dialettica, ma costruttiva, per arrivare a firmare definitivamente entro gennaio 2023”, ha sottolineato il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo.

Governo

“Questo Natale docenti, personale amministrativo e in generale tutti i lavoratori del settore scolastico riceveranno più di 2.000 euro di arretrati nella loro busta paga: stiamo parlando di una platea di circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici, tra cui più di 850mila insegnanti”. Così Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito.“Sono orgoglioso di avere dato seguito a un impegno che avevo assunto sin dal primo giorno del mio insediamento al Ministero dell’Istruzione e del Merito, con l’obiettivo di garantire a tutte le persone afferenti al mondo della scuola il giusto riconoscimento per il loro lavoro”.

“Con la firma della parte economica del nuovo contratto Istruzione e ricerca per il triennio 2019-2021, passiamo dalle parole ai fatti: 1,2 milioni di dipendenti pubblici, tra cui 850mila insegnanti, riceveranno aumenti e arretrati, come ci eravamo impegnati a fare. Un segnale di attenzione nei confronti di una categoria che giudico fondamentale per la crescita dei nostri giovani, vera risorsa su cui dobbiamo investire per lo sviluppo del Paese”. Ad affermarlo in una nota è il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.

Flc Cgil

“Nel pomeriggio di oggi, terminate le procedure di controllo, le organizzazioni sindacali e l’Aran hanno sottoscritto in via definitiva il testo del Ccnl del comparto Istruzione e Ricerca sui principali aspetti del trattamento economico per il triennio 2019-2021 del personale”. È quanto dichiarano la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti, e il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli.

Cisl Scuola

È importante e molto positivo che la firma definitiva avvenga in tempi che consentono di rispettare l’impegno assunto a novembre per ottenere l’erogazione dei benefici arretrati entro l’anno in corso”. Lo dichiara Ivana Barbacci commentando a caldo l’esito dell’incontro all’ARAN. “Ora ci attende a gennaio la ripresa del negoziato – aggiunge la segretaria della CISL Scuola, Università e Ricerca – per completare la parte economica del contratto, utilizzando pienamente anche i 300 milioni di euro previsti dalla finanziaria dello scorso anno, che siamo riusciti a rendere disponibili per questo rinnovo.

Snals

“Ora l’attenzione si sposta sulle trattative per il rinnovo del CCNL che proseguiranno il 15 dicembre e si concentreranno sulla parte normative, relazioni sindacali e sanzioni disciplinari, e sulle ulteriori risorse che saranno rese disponibili per la valorizzazione del personale della scuola. Il contratto sugli aumenti economici è il frutto della grande mobilitazione messa in campo dallo Snals Confsal e dalle altre organizzazioni sindacali nei mesi precedenti e risponde alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori nella difficile congiuntura economica che sta attraversando il nostro Paese”, così in una nota la segretaria generale dello Snals, Elvira Serafini.

Anief

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, presente all’Aran, spiega che quello di oggi “è un accordo ponte, da noi chiesto già ad inizio estate, in attesa della sottoscrizione delle altre parti del contratto relative ad altri aspetti economici, come l’ordinamento professionale Ata, oltre che giuridici, che giunge dopo lo stanziamento di ulteriori 500 milioni per il salario accessorio del personale docente e Ata (100 milioni per RDP e CIA a partire dal 2022, 100 milioni una tantum per il 2022, più 300 milioni per valorizzare il personale docente cui si aggiungono altri 150 milioni nell’ultimo disegno di legge di bilancio)”.

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