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Rinnovo contratto scuola: arretrati anche per chi è in pensione dal 2019 in poi?

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QUando si provvederà al rinnovo del contratto scuola cosa spetterà ai dipendenti che, nel frattempo, sono cessati dal servizio?

Il rinnovo del contratto scuola ancora non è stato chiuso ed il ritardo è legato al reperimento delle risorse. Anche se, in ogni caso, quello che da più parti viene assicurato è che si punta di chiudere la partita entro la fine del 2022. Già prima dell’estate avevamo dato la nostra puntuale e corretta informazione su quello che sarebbe spettato a tutti gli ex dipendenti del comparto scuola andati in pensione dopo il periodo di validità dell’ultimo contratto (ovvero a partire dal 2019).

Ma, al riguardo sono molti i lettori che continuano a scriverci, chiedendoci informazioni al riguardo. Provvederemo a risponde a uno per tutti:

Ho chiesto parecchie volte quali siano le novità rispetto agli arretrati per insegnanti andati in pensione a settembre 2019.

Rinnovo contratto scuola e pensionati

Quando finalmente il contratto, quindi, sarà rinnovato per tutti i dipendenti statali del comparto scuola in servizio nel triennio 2019/2021 ci saranno non solo gli aumenti degli stipendi dovuti, ma anche il diritto agli arretrati non ricevuti a suo tempo.Per tutto il periodo di vacanza contrattuale. Tra i beneficiari del rinnovo, ovviamente, rientrano anche coloro che nel frattempo sono andati in pensione ma che negli anni in questione hanno prestato servizio.

Infatti, come previsto dall’articolo 48 dell’accordo che hanno raggiunto Aran, Agenzia per il governo e sindacati prevede che “. I benefici economici risultanti dalla applicazione dell’art. 47 (Incrementi degli stipendi tabellari) sono computati ai fini previdenziali, secondo gli ordinamenti vigenti, tenendo conto delle decorrenze e degli importi previsti dalle Tabelle A e C, nei confronti del personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del presente contratto. Agli effetti dell’indennità di buonuscita o di 61 anzianità, del trattamento di fine rapporto, dell’indennità sostitutiva del preavviso, nonché dell’indennità in caso di decesso di cui all’art. 2122 c.c., si considerano solo gli aumenti maturati alla data di cessazione del rapporto di lavoro.”.

Ovviamente, in questo caso il diritto è relativo solo al periodo effettivamente lavorato in vacanza contrattuale. Nel suo caso se il contratto è rinnovato dal 1 gennaio 2019, il diritto agli arretrati è per il periodo che va da gennaio ad agosto dello stesso anno, visto che, poi, dal 1 settembre ha avuto accesso alla pensione. E gli effetti degli aumenti spettanti avranno effetto anche sulla pensione (visto che lo stipendio in più genera anche dei contributi maturati in più che daranno diritto ad un ricalcolo della pensione ed anche in questo caso al diritto agli arretrati dal momento della liquidazione della stessa della differenza del trattamento) e sul TFR.

Ma per capire quanto e come spetterà tutto questo è necessario che il contratto venga rinnovato. E non è ancora accaduto.

 

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