Rinnovo contratto, fondi spacchettati. Madia precisa, 85 euro medi non minimi. Inclusa la scuola. Renzi, pronti a chiudere

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Da questa mattina è in corso un incontro tra sindacati e Governo circa il rinnovo del contratto per gli aumenti stipendiali dei dipendenti della PA, scuola inclusa.

La ministra della P.a, Marianna Madia, avrebbe confermato che gli 85 euro di aumento sono medi e non minimi. Così sarebbe partito il tavolo a palazzo Vidoni sullo sblocco dei contratti nel pubblico impiego. Al momento resta quindi questa la posizione del governo. I sindacati invece continuano a chiedere modifiche sul punto.

In pratica, la volontà del Governo è di legare gli aumenti anche al salario accessorio, premiando i “più meritevoli” e coloro che fanno meno assenze.

Quindi gli 85 euro sarebbero da dividere in base ai risultati raggiunti dai dipendenti. Ci sarà, quindi, chi prenderà di più e chi di meno, per una media di 85 euro.

Sulla questione è intervenuto anche il Primo Ministro “vedremo – ha detto – se riusciremo a fare anche l’atto di indirizzo sul pubblico impiego con un aumento di 85 euro. Noi siam pronti a chiudere, ci sono le compatibilità”.

Al momento sappiamo che al rinnovo dei contratti del pubblico impiego sarebbero destinati 850 milioni per l’anno prossimo. E’ quanto fanno sapere fonti sindacali, indicando lo spacchettamento del fondo presente in manovra per l’anno 2017.

Arriva anche la conferma dell’anticipazione data dalla nostra redazione qualche giorno fa. L’accordo quadro sul pubblico impiego varrà per tutti i comparti della P.a. E’ quanto sarebbe stato deciso al tavolo al ministero della Pubblica Amministrazione, in risposta a una richiesta dei sindacati, che avevano insistito per specificare la valenza dell’intesa per l’intero perimetro della P.a, includendo anche la scuola.

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