Rinnovo contratto ATA, Sindacati protestano per la proposta Aran: scuola omologata a PA, nessun riconoscimento economico. Così non si firma

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Nuovo round all’Aran per il rinnovo del contratto scuola. Dopo la conclusione della parte economica si tratta per quella normativa. Al centro dell’incontro della mattinata del 20 dicembre le novità relative al personale ATA.

Come segnala la Flc Cgil, l’ARAN ha ritenuto opportuno in apertura fare alcune precisazioni riguardanti la valorizzazione del ruolo dei DSGA, ribadendo che questa è l’operazione che si sta esattamente perseguendo in base all’atto di indirizzo e con le risorse date, dal momento che gli incrementi stipendiali che sono stati attribuiti ai DSGA sono pari a quelli dei docenti laureati di scuola secondaria di secondo grado. L’ARAN ha anche evidenziato che l’area delle Elevate Qualificazioni è ad incarico, secondo quanto avviene anche in tutti gli altri comparti del pubblico impiego.

Per quanto riguarda la soluzione per gli assistenti amministrativi facenti funzioni DSGA, secondo l’agenzia negoziale tale operazione non rappresenta in alcun modo una sanatoria poiché il passaggio nell’area dei funzionari e delle Elevate Qualificazioni non avviene automaticamente, ma tramite una progressione verticale selettiva e il possesso di determinati requisiti professionali e culturali.

A tal proposito, si è sottolineato durante l’incontro che il lavoro che si sta facendo al tavolo contrattuale è anche quello di dare degli strumenti per risolvere dei problemi che negli anni sono stati creati nell’amministrazione scolastica anche a causa dell’elevato numero di sedi vuote nel profilo di DSGA.

Per quanto riguarda i DSGA di ruolo, questi hanno una garanzia dell’incarico triennale e, allo scadere di questo, hanno garanzia della continuità di sede dove potranno rimanere fino a quando non si creeranno situazioni soprannumerarietà.

Nel passaggio dall’area degli assistenti a quella dei funzionari, il fatto di aver svolto la funzione nel profilo di DSGA per almeno tre anni interi, costituisce un requisito di priorità per il passaggio.

Per quanto riguarda gli altri profili ATA sono state apportate alcune modifiche nelle declaratorie di area, ha riferito ARAN.
Prima di tutto si prevede un superamento delle posizioni economiche così come erano state previste nel contratto 2008, poiché non sono più coerenti e funzionali con l’impianto odierno che prevede l’introduzione di un sistema di incarichi in rapporto alle specifiche esigenze delle scuole. Ferme restando le posizioni già acquisite “ad personam” e le varie posizioni pregresse, per il futuro le risorse per le posizioni economiche possono essere destinate al sistema degli incarichi ATA.

Poi ci sono alcune conferme: per l’area dei CS e dei CS dei Servizi vengono mantenute le opportune seppur limitate differenze. In entrambi i casi, l’ARAN ha specificato che questi sono esclusi dall’assistenza specialistica degli alunni con disabilità – che è compito di figure infermieristiche – ma svolgono solo assistenza di base alla persona.

Anief protesta: vogliono precarizzare la categoria

Il ministero dell’Istruzione conferma l’intenzione di mutare le aree professionali del personale Ata: l’indicazione arriva dall’incontro tenuto oggi all’ARAN sul rinnovo del CCNL scuola proprio in merito all’l’ordinamento professionale del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola pubblica. L’incontro, dove era presente Anief attraverso Cristina Dalpino e Carla Lettiero, è servito a riconfermare la volontà di attivare, in vista del nuovo contratto nazionale, quattro aree funzionali: quella dei Collaboratori, quella dei Collaboratori Esperti, quella degli Assistenti e infine quella del Funzionari e delle elevate qualificazioni. L’area C, mai attivata, quella dei Coordinatori Amministrativi e Tecnici, al momento, scompare invece dal CCNL scuola. Nell’area dei Funzionari e delle elevate qualificazioni entrerebbero di diritto gli attuali DSGA con contratto di lavoro a tempo indeterminato e solo a seguito di mobilità verticale un numero imprecisato di unità di personale assistente amministrativo.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “con questa proposta non si fa l’interesse delle scuole. Si cerca solo di fare cassa: in pratica, a fronte di 8.000 scuole in cui dovrebbero essere presenti almeno in pari numero un coordinatore amministrativo e un coordinatore tecnico, si andrebbero a creare solo circa 2.000 posti di funzionari precari. Purtroppo in ARAN, dobbiamo anche segnalare la mancata volontà di discutere del buono pasto e dell’indennità di videoterminalista, e dell’abolizione dell’istituto della temporizzazione che come ANIEF stiamo caldeggiando. Dobbiamo purtroppo segnalare che invece alcune organizzazioni sindacali caldeggiano queste proposte della parte pubblica. Anief continuerà a rappresentare le problematiche del personale in tutte le sedi”, conclude Pacifico.

Il sindacato Anief non ritiene confacente alle reali necessità della scuola la creazione di un’unica area in cui far confluire personale con la qualifica di funzionari e personale con la qualifica di Elevata qualificazione. In questo modo, verrebbe infatti a mancare una funzione di coordinamento pura tra la figura del DSGA e il personale ATA. Secondo il sindacato, il funzionario così inquadrato verrebbe precarizzato in quanto subordinato ad un incarico “triennale” e finirebbe ad essere gerarchicamente sottomesso al dirigente scolastico con delle dinamiche personali che potrebbero andarsi a costituire all’interno dell’ambiente di lavoro.

Anief ritiene che con questa proposta il personale amministrativo, a tutt’oggi facente funzione su ruolo superiori, non verrebbe valorizzato perché non verrebbe stabilizzato nel ruolo di DSGA e sarebbe destinatario di incarichi a termine subordinato alla presenza di posti vacanti. Posti che di regola dovrebbero essere tutti coperti a seguito dell’espletamento delle procedure concorsuali. Anche l’incarico triennale così come proposto si configurerebbe nel futuro come una normale precarizzazione del lavoro. Inoltre il funzionario destinatario di incarico triennale, al termine dello stesso, avrà la precedenza sul prossimo incarico se intende restare nella stessa sede. Con questa proposta di contratto, il personale DSGA non otterrebbe minimamente quella valorizzazione che l’atto di indirizzo del Ministero dell’Istruzione indicava. Infine, con questa bozza non sono quantificati i possibili aumenti stipendiali.

Nelle intenzioni dell’ARAN vi è anche l’idea di eliminare le posizioni economiche attualmente in godimento del personale: le somme risparmiate verrebbero a confluire in quelle disponibili per le scuole per l’affidamento degli incarichi specifici. Ossia in termini pratici una riduzione dei compensi degli attuali beneficiari di tali posizioni. A gennaio sarà convocato un altro incontro.

Uil Scuola: così non si firma

L’ARAN, sulla base dei rilievi mossi nell’incontro precedente (giorno 1 dicembre) ha operato alcune variazioni rispetto alla proposta fatta in precedenza che, comunque, non altera il quadro complessivo, limitandosi ad alcuni aggiustamenti che non ne alterano l’impianto.

La proposta prevede un sistema di classificazione articolato su quattro aree.
Area dei collaboratori (non cambia nulla rispetto al passato);
Area del collaboratore esperto (dalla precedente area AS, formata solo dai CS delle aziende agrarie, si passa ad un’area dove possono accedere tutti i CS). Un ‘innovazione pericolosamente divisiva che prevede anche attività di coordinamento dei colleghi CS. L’area rappresenta un freno che limita i passaggi dall’area A alla B (occorrono almeno 5 anni di permanenza se si possiede il titolo, altrimenti ne servono 10), poiché richiede il passaggio da A ad AS prima di andare in B.
Area degli assistenti. Con la soppressione dell’area C, gli assistenti rimangono imbottigliati nell’area di appartenenza. Gli amministrativi potrebbero avere passaggi nell’area dei funzionari (l’area non ha un organico, per cui rimane un’astrazione). I tecnici lo sono ancor di più perché per loro andrebbe istituita addirittura un’area dei funzionari tecnici, che al momento non esiste. Rimane drammaticamente insoluta la problematica degli AT in servizio nelle scuole del 1° grado a cui verrebbe riconosciuta una semplice indennità quale compenso per i trasferimenti da effettuare nelle scuole della rete.

Area delle Elevate Qualificazioni (EQ) La sua attivazione utilizza la tecnica degli “incarichi” che riguarderebbero tutti gli appartenenti alla nuova area (vecchi e nuovi). La durata degli stessi è triennale e interessa tutti. Gli incarichi li conferisce l’Ambito Territoriale e sono garantiti solo in caso di vacanza di posti da DSGA. Ai nuovi funzionari (l’accesso riguarda solo quelli che hanno almeno tre anni di incarico di DSGA) è garantito l’incarico solo in caso di posto vacante da DSGA. L’incarico non è rinunciabile, va accettato. Si determinano tre diverse posizioni di DSGA: gli storici (quelli che lo sono già), i nuovi funzionari (gli ex DSGA ff.) e quelli che verranno assunti a seguito di nuove procedure concorsuali. In futuro non si assumerebbero più DSGA, ma funzionari a cui conferire l’incarico di DSGA.

Il progetto si completa con la soppressione delle posizioni economiche di tutto il personale ATA (prima e seconda) ritenute “incoerenti” con il nuovo impianto organizzativo. Le risorse economizzate confluiscono nel FMOF e verranno utilizzate per finanziare gli “incarichi”.

Per la Uil Scuola anche per gli ATA si ripropone il modello della legge 107 già bocciato dal personale docente della scuola (La buona scuola di Renzi): quello della chiamata diretta e degli incarichi di natura fiduciaria.

La proposta si caratterizza per: incarichi a tempo determinato per una parte del personale ATA con conseguente azzeramento della titolarità sulla sede, introduzione di un’area surrettizia (quelli dei CS) che rallenta e limita fortemente le progressioni verticali. L’area degli assistenti viene confinata in un ambito privo di sbocchi professionali con eliminazione delle posizioni economiche che, sino ad ora, avevano costituito la soluzione transitoria in attesa di strutturare un modello evoluto che ne recepisse la giusta articolazione (area C). Cambia il reclutamento che è previsto per tutte le qualifiche (tutto o in quota parte dall’esterno).

Il progetto proposto destruttura l’intero Ordinamento professionale togliendo diritti e specificità. Omologa la scuola agli altri comparti della PA che hanno carattere amministrativo e burocratico, il tutto in assenza di riconoscimenti economici. Il ripristino della mobilità verticale (tra le aree) assume valore meramente strumentale e ne depotenzia il valore professionale relegandolo ad un ruolo del tutto residuale. Il riordino va in netta e totale discontinuità, almeno per ciò che attiene alle Organizzazioni sindacali, con i lavori della Commissione paritetica del 2020.
Un deciso passo indietro che la Uil Scuola Rua rigetta con fermezza invitando le altre Organizzazioni Sindacali ad una profonda riflessione.

Nel merito, non si approfondiscono gli ulteriori elementi di criticità, il cui superamento presuppone il cambio del modello organizzativo proposto.

La Uil Scuola ha precisato che, sulla base delle motivazioni esposte, non ritiene sussistano i presupposti per sottoscrivere alcun contratto.

Nella giornata di oggi la Segreteria nazionale provvederà a convocare la Conferenza nazionale dei segretari regionali per illustrare ancora più analiticamente gli aspetti che riguardano l’Ordinamento del personale ATA e per decidere le azioni di lotta a sostegno delle nostre posizioni.

La Uil Scuola Rua è stata rappresentata da Giancarlo Turi e da Pasquale Raimondo.

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