Rinnovo contratto, 105 euro di aumento mensile ai 200mila dipendenti dei Ministeri e degli Enti pubblici

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Con il via libera della Corte dei conti, il 9 maggio 2022 l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e le parti sindacali hanno sottoscritto in via definitiva il testo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – Comparto Funzioni Centrali, del periodo 2019-2021.

L’applicazione degli effetti economici del CCNL riguarda il personale non dirigente appartenente all’ex Comparto Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti Pubblici non Economici, Enti ex art. 70 del D.lgs. 165/2001 (CNEL, AGID, ENAC-ANSFISA-ANSV) per un totale di circa 211.000 amministrati.

Come indicato dall’ARAN, il contratto riconosce – a decorrere dall’1/1/2021 – a ciascun dipendente, un incremento stipendiale pari a circa 105 euro medi per 13 mensilità, somma che include le ulteriori risorse stanziate nella Legge di bilancio per il 2022.

Con emissione urgente nel mese di giugno sono stati elaborati gli importi arretrati spettanti dal 1° gennaio 2019, relativi alle sole voci stipendiali e gli arretrati dovuti per l’aggiornamento dell’indennità di amministrazione spettante dal 1° gennaio 2021 ai soli dipendenti del Ministero della Difesa, del Ministero dell’Interno e dell’ex Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Le somme saranno liquidate entro il 23 giugno.

A partire dalla mensilità di luglio saranno aggiornati l’importo tabellare degli stipendi e dell’indennità di amministrazione, mentre l’elemento perequativo una tantum di cui all’art. 75 del CCNL 12 febbraio 2018 cessa di essere corrisposto come specifica voce retributiva e sarà conglobato nello stipendio tabellare.

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