Rinnovo contratti, UIL Trento: “40.000 persone, e le loro famiglie, attendono fatti”

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Uil Trento – Giunge oggi, giovedì 11 novembre, l’incontro richiesto alla Giunta provinciale per poter iniziare concretamente la trattativa per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego e della Scuola. Ad ascoltare le nostre proposte l’Assessore provinciale allo sviluppo economico – ricerca e lavoro, dottor Achille Spinelli.

Dopo mesi di nostre dichiarazioni, interventi, richieste, solo da ultimo ricordiamo le due conferenze stampa del 15 ottobre e del 28 ottobre, l’incontro di oggi è il primo importantissimo passaggio, attraverso il quale le scriventi organizzazioni sindacali hanno potuto concretamente avanzare proposte. Ovviamente compatibili con la iniziale programmazione delle risorse destinate ai rinnovi.

Le richieste da parte sindacale: adeguato stanziamento di fondi per il riconoscimento contrattuale del triennio 2019/21 e degno accantonamento di un budget relativo al periodo successivo a partire dal ‘22.
Tra legge di stabilità e dichiarazioni in Consiglio provinciale, per i rinnovi contrattuali sappiamo che sono accantonate risorse pari a 98 milioni di euro. Leggiamo che il Presidente sarebbe intenzionato a destinarne solo 35 milioni per il triennio 19-21. Troppo pochi se li sommiamo ai 10 milioni a regime, già utilizzati per la vacanza contrattuale: siamo a 45 in luogo dei 67 milioni previsti dal protocollo sottoscritto nel gennaio 2020. Un protocollo che “non è solo atto di contenuto politico, ma genera un impegno negoziale preciso e condiviso con le parti sociali per definire gli impegni di ambo le parti”.

La proposta per nostra parte avanzata all’Amministrazione: per il riconoscimento del periodo 19 -21 siano fin da subito utilizzati una parte dei 63,3 milioni programmati per i rinnovi del prossimo triennio (2022-2024).
Non è pensabile un “salto contrattuale” degli anni che vanno dal ’19 al ’21: non è ammissibile in termini assoluti, ma soprattutto non lo è perché si tratta del periodo che, a causa della pandemia, ha impegnato i lavoratori degli enti locali e della scuola in compiti particolarmente gravosi visto il ricentraggio che hanno necessariamente dovuto operare per adeguarsi alle nuove modalità di lavoro: smart working e didattica a distanza. Tutto questo ha comportato uno sforzo formativo, operativo e, non ultimo, economico per fornirsi delle strumentazioni necessarie che, purtroppo, l’Amministrazione si è ben vista dal dover riconoscere.

Sono quasi 40.000 i lavoratori pubblici: dipendenti degli enti locali, lavoratori della scuola, compresa la formazione professionale e la scuola infanzia, operatori della sanità … che attendono un segnale concreto. In questo periodo la comprensione da parte di questi lavoratori delle difficoltà del momento c’è stata; non solo la comprensione ma anche la partecipazione attiva alla soluzione e al superamento delle innumerevoli situazioni problematiche ed emergenziali incontrate. Ora è venuto il momento del riconoscimento della loro dignità di lavoratori.

Si chiuda il 2021 nel rispetto degli impegni già sottoscritti un anno fa attraverso precise direttive negoziali da inviare ad APRaN; si indirizzino le rimanenti risorse (40 milioni ca) per far partire il rinnovo del periodo 22-24.
L’Assessore Spinelli ha ascoltato le nostre proposte. Nel dichiarare di comprendere le nostre ragioni, ha preso impegno di portare le richieste all’attenzione del Presidente, invitandolo ad un ulteriore spazio di riflessione.

Resta infine una non secondaria, importantissima questione. Il tema dei rinnovi va affrontato soprattutto sul piano
nazionale. Come dimenticare che, statutariamente, la partita che si gioca in provincia non può prescindere dalle decisioni e dagli stanziamenti nazionali? È a questo livello, in primis, che è necessario spuntare dei parametri contrattuali relativi ad un rinnovo dignitoso e coerente con le attestazioni di stima profuse nell’ultimo biennio.
Alle parole (tante) debbono seguire i fatti (ad oggi pochi).

UIL SCUOLA e UIL FPL si faranno parte attiva perché alcuni nodi contrattuali, compreso quello retributivo, trovino attenzione e capienza a livello nazionale: in Provincia non si potrà che migliorare! L’auspicio è che le OO.SS. territoriali tutte si impegnino per raggiungere il medesimo traguardo.

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