Rinnovato nella notte il Ccnl Sanità, Anief: va trovato subito l’accordo pure per i lavoratori di Scuola, Università e Ricerca

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Anief – È stata sottoscritta – nella notte all’Aran – l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale di lavoro 2019/2021 di 545 mila dipendenti della sanità pubblica: l’aumento minimo medio lordo mensile previsto è di 90 euro, più 3 mila euro di arretrati e specifiche indennità di categoria.

A un infermiere andranno 158 euro di aumento lordo medio, derivante dall’aumento generalizzato più l’indennità infermieristica, alla quale si aggiunge, nel caso in cui lavori nei servizi di pronto soccorso, un’ulteriore indennità di 100 euro. Il rinnovo contrattuale prevede anche “incarichi di posizione elevati”, con bonus di indennità da 10 a 20mila euro, più novità organizzative, come una nuova gestione del lavoro agile e il rafforzamento delle relazioni sindacali.

A parere dell’Anief, il rinnovo del Ccnl della sanità pubblica rende ancora più impellente la sottoscrizione dell’analogo contratto per il comparto Istruzione, Università e Ricerca: “Martedì 28 giugno è previsto un nuovo confronto all’Aran – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e in quella seda ribadiremo l’esigenza impellente di firmare un contratto collettivo nazionale ‘ponte’: tra l’altro, per il personale della scuola gli aumenti sarebbero anche leggermente maggiori, pari a 100 euro lorde e gli arretrati qualche centinaio in più di quelli dati alle lavoratrici e ai lavoratori della Sanità. Ricordo che il personale scolastico da questa situazione di stallo, con il contratto fermo al 2018, è stato penalizzato due volte ed è indispensabile anche che il Decreto Legge n. 36 venga approvato con sostanziose modifiche, perché se convertito in legge così come approvato dal Governo andrebbe a compromettere pure il contratto di lavoro”.

Anief, nei giorni scorsi, ha fatto pervenire una piattaforma dettagliata sulle modifiche da apportare alla bozza di rinnovo contrattuale 2018/21, con indennità da introdurre anche per il personale scolastico, universitario e della Ricerca: “Su quel Ccnl – incalza Pacifico – peserà la direttiva Ue che introduce il salario minimo legale. Se riuscissimo a sottoscrivere subito l’accordo, dando ossigeno a un milione e mezzo di lavoratori che percepiscono oggi stipendi molto al di sotto dell’inflazione, il confronto si potrà spostare sul contratto 2022/21: in quel contesto, bisognerà rivedere diversi punti normativi, ancora fermi a quanto approvato nel 2006: anche nella scuola va resa più snella la procedura che porta il lavoratore a svolgere smart working, come va favorito il diritto alla disconnessione, il rapporto amministrazione-sindacati, tutelato il personale tra la stipula di un contratto e l’altro, come pure chi fruisce di percorsi di protezione relativi alla violenza di genere oppure del congedo derivante dall’unione civile così come avviene oggi per quello da matrimonio”.

“Tra le proposte che ha presentato l’Anief – conclude il leader del sindacato autonomo – figura anche l’incremento del numero dei giorni per i congedi parentali e di tutti i lavoratori che abbiano compiti di cura in qualità di genitori o prestatori di assistenza, più tutele per i dipendenti delle Università e degli enti di ricerca non vigilati dal ministero dell’Università”.

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