“Ringrazio la scuola italiana per aver educato e istruito i miei figli, sono una ricercatrice internazionale e vivo in Sicilia”

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta da una mamma straniera, inviata in redazione e nella quale si ringrazia il sistema scolastico italiano, nonché docenti e personale, per essersi preso cura dei suoi figli. Spesso in viaggio per l’Europa, Olga Nickole Kuyan è una ricercatrice internazionale che è stata in più posti in Italia, dal Piemonte alla Sicilia.

La lettera vuol essere una risposta a quella scritta dalla famiglia finlandese che nei mesi scorsi ha scosso la sensibilità del mondo della scuola italiano, definendo le scuole del bel paese come “non all’altezza“.

A quanto pare, invece, c’è chi apprezza, riportando una esperienza completamente diversa, a partire da quella Sicilia che era stata scenario della vicenda della famiglia finlandese.

Siamo una famiglia internazionale e i miei figli hanno frequentato tutti i step delle scuole italiane – siciliane, perciò vorrei condividere la nostra esperienza.

Sono scienziata e ricercatrice internazionale, viaggio spesso in tutta Europa e vedo vari esempi di modi di fare, di risolvere problemi, di educare bambini – ogni nazione, ogni società e famiglia sceglie ciò che ritiene giusto per sé. Spesso non è possibile comparare queste scelte per trovare una oggettivamente migliore, perché ogni singolo fattore preso in considerazione è il riflesso di tutto il sistema nazionale. Potremmo forse dire dove è meglio educare e crescere bambini: in Norvegia o in Francia? In Italia o in Olanda? Sono le realtà talmente diverse che possono essere solo vissute una per una, accettate cosi come sono.

Insieme ai miei figli abbiamo attraversato tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, e posso solo ringraziare il sistema scolastico italiano per avermi aiutato a istruire e educare i miei bambini, che sono cresciuti sani, capaci di sviluppare propri talenti, senza alcun tipo di fobia. Scegliendo l’indirizzo del liceo dove andare dopo le medie avevano letteralmente l’imbarazzo della scelta – un punto in più per le scuole che aiutano ai ragazzi di credere nelle proprie forze e suscitano interesse di continuare gli studi.

Ogni città dove siamo stati ha dato qualcosa di suo, ma alcuni posti hanno lasciato un’impronta più profonda nella mente dei ragazzi – per esempio, la Scuola Secondaria di 1° “A. De Stefano” di Erice-città e l’Istituto di Istruzione Superiore “Ignazio e Vincenzo Florio” che si trova a Erice borgo antico. In quest’ambiente scolastico i novellini vengono accolti con cura e attenzione indipendentemente dall’età. Il livello di educazione/istruzione è alto, persino alle medie – età più complicata – studiano con dedizione e interesse. E ciò è merito dei Professori che fanno il loro lavoro con passione, considerando particolarità di ogni bambino/ragazzo del gruppo. Posso sottolineare anche il lavoro eccellente delle segreterie di queste scuole: qui ciò che di solito richiede più tempo e più visite si fa in modo veloce e professionale! Noi portiamo nel cuore queste scuole di Erice, siamo fortunati di esserne stati parte.

In fede,
Olga Nickole Kuyan (Vice preside responsabile di Europa meridionale presso la Corte Internazionale di Arbitrato, Arbitro, ricercatrice Internazionale, autrice e saggista)

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