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Dichiarazione dei redditi, rimborsi 730: suggerimenti per averli prima. Attenzione alla data del 31 maggio

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Cosa deve fare il contribuente per avere i rimborsi relativi alla dichiarazione dei redditi modello 730 prima, già dal mese di luglio, nonostante le date posticipare per l’adempimento.

Quest’anno ci sarà più tempo per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Avviata in ritardo e posticipata la scadenza anche per 730, che solo dal 10 maggio è diventata consultabile, nella versione precompilata, nel cassetto fiscale dei contribuenti e solo da domani sarà modificabile. Posticipato l’obbligo di trasmissione dei dati per le spese e posticipato pure l’invio delle CU.

L’emergenza Covid alla base di tutti questi rinvii, vuoi per evitare calche ed assembramenti agli uffici preposti (dalle Entrate ad ogni singolo Caf), o perché il lavoro dell’Agenzia delle entrate è diventato abnorme per via di bonus e provvedimenti emergenziali vari, fatto sta che quest’anno la stagione reddituale è più a rilento. Ma questo non significa che i rimborsi fiscali per i contribuenti a credito Irpef, arriveranno in ritardo.

Rimborsi 730, i consigli degli esperti

Non sono pochi i contribuenti che presentano le dichiarazioni dei redditi e che vanno a rimborso Irpef. E naturalmente sono anche o contribuenti che maggiormente aspettano l’esito della dichiarazione. Non che il conguaglio Irpef a debito sia meno importante. Infatti c’è anche il contribuente che dovendo versare cifre più o meno pesanti, vorrebbe rateizzare il debito.

Che sia per il rimborso, piuttosto che per le rate, presentare la dichiarazione dei redditi in maniera sollecita è consigliabile. Basti pensare che per rateizzare il debito Irpef, le rate non possono arrivare a novembre, mese deputato per l’acconto a debito a carico dei contribuenti. Per ottenere la dilazione maggiore, magari con prima rata a giugno o luglio (più luglio però), occorre presentare prima possibile la dichiarazione.

E non può essere diversamente per chi deve andare a rimborso e vorrebbe incassare il conguaglio Irpef a credito con le buste paga di luglio o agosto. Aspettare il 30 settembre, data ultima per presentare il 730 è quanto meno sconsigliabile per chi ha dichiarazioni dei redditi con rimborsi o debiti importanti.

Tempistiche dei rimborsi 730

Da anni ormai sia i pagamenti che i rimborsi non hanno un calendario specifico ma dipendono dalla data di invio del 730, sua esso nella versione precompilata che ordinaria. Possono chiudere la partita con il fisco per primi i contribuenti che presenteranno la dichiarazione dei redditi entro il 31 maggio prossimo.

Per loro ad esempio, il rimborso spettante in una eventuale dichiarazione con conguaglio a credito di imposta arriverebbe nelle buste paga di luglio. Sempre che non scattino i controlli del Fisco, automatici per chi ha rimborsi superiori a 4.000 euro o con correzioni effettuate rispetto alla dichiarazione precompilata che il Fisco reputa degne di verifica.

Infatti occorre sottolineare che il contribuente che lascia il 730 così come lo trova nella sua versione precompilata, e lo invia alle Entrate, di fatto accetta solo, non viene sottoposto a controllo. Va detto anche che il Fisco è autorizzato a procedere al controllo, entro 4 mesi dalla presentazione del 730, con i tempi dei rimborsi o in linea di massima, degli esiti definitivi della dichiarazione, che possono slittare di 6 mesi.

La figura del sostituto di imposta è determinante per le tempistiche dei rimborsi Irpef

L’effettivo arrivo dei rimborsi Irpef sono influenzati anche dal sostituto di imposta, o meglio, dal fatto che si può inserire o meno in dichiarazione dei redditi. Infatti se si inseriscono i dati del proprio datore di lavoro, con cui naturalmente deve esserci un rapporto di lavoro in corso durante i periodi canonici in cui si effettuano i rimborsi (per esempio, se la dichiarazione si presenta entro il 31 maggio con rimborso teorico a luglio, in questo mese bisogna essere assunti), i tempi dei rimborsi si assottigliano.

Con il datore di lavoro che funge da sostituto, i rimborsi arrivano direttamente in busta paga e in unica soluzione a meno di problematiche di incapienza del datore di lavoro in riferimento ai suoi conguagli fiscali.

Senza sostituto di imposta invece, i rimborsi arrivano direttamente dall’Agenzia delle Entrate, a dicembre se si indica un conto corrente o una carta dove accreditare il rimborso tramite codice Iban, o entro il marzo dell’anno successivo a quello di presentazione, se non si indica il conto corrente. In questi casi il rimborso arriva con bonifico domiciliato o disposizione di pagamento direttamente al contribuente interessato.

Nel caso di contribuenti che nel corso dell’anno 2020 hanno avuto più datori di lavoro, occorre indicare tutti i redditi percepiti e riportati in ciascuna Certificazione unica. Ma occorre prestare attenzione ad inserire il datore di lavoro con cui è in corso il rapporto lavorativo come sostituto di imposta.

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