Rimasti in GaE per non emigrare, chiediamo di non permettere deroga a vincolo assegnazioni provvisorie

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Premesso che la Legge 107/2015, emanata in modo chiaro e incontrovertibile, indicava ai docenti precari delle GM e delle GAE due possibili soluzioni (entro il 14 agosto 2015):

  1. partecipare al piano di assunzioni STRAORDINARIO per l’immissione in ruolo, indicando tutte le 100 province, sottoponendosi così alla mobilita’ straordinaria in deroga al vincolo triennale, cosi come previsto al comma 108 della legge 107/2015.
  2. non partecipare al piano di assunzioni STRAORDINARIO e aspettare il proprio turno per l’immissione in ruolo da GaE.

Considerato che:

    1. con le modificazioni del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42 (Legge 89/2016) del cosiddetto emendamento Puglisi, la precedente legge 107/2015 và ad inficiare le condizioni iniziali della legge 107 e che, per chi rimane in GaE, a causa della procedura di assegnazione provvisoria (comportando il raggiro della legge gia’ licenziata nel 2015) viene disatteso quanto previsto all’articolo 399, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297;

    1. E, in particolare, alla luce della deroga delle assegnazioni provvisorie, regioni come la Sicilia e la Sardegna hanno attivato delle procedure a danno di tutta la categoria degli insegnanti presenti sia in GaE, sia in graduatorie di istituto;

    1. Tali AP si configurano nei confronti di docenti rimasti nelle GaE come una condanna a non lavorare, pur avendo scelto di non presentare domanda di assunzione straordinaria ai sensi della legge 107/2015;

    1. Ai residuali GaE è doveroso garantire tutto ciò che è stato messo per iscritto dalla Legge 107/2015.

NOI RESIDUALI GAE

CHIEDIAMO

  1. che non si attivi negli anni successivi la deroga alle assegnazioni provvisorie così come fatto nella legge 89/2016 (cosiddetto emendamento Puglisi)

  1. che non vengano avviati dei corsi di specializzazione di sostegno, ad hoc, per permettere agli assunti in ruolo di ottenere un titolo che possa danneggiare i destinatari dei contratti a tempo determinato stipulati ogni anno nelle province siciliane;

  1. che possa valere il principio di “continuità didattica” anche per i precari.

Qui in Sicilia siamo in tanti a non aver fatto domanda e ad aver voluto consapevolmente rimanere in GaE per non rischiare di emigrare… ma purtroppo la legge in Italia, cambia da un giorno all’altro … Ed ora, chi ha deciso di partecipare al piano assunzionale, con la stessa consapevolezza di chi non vi ha partecipato, vede prospettarsi la possibilità di ritornare nella propria terra a discapito di chi è stato coerente con le proprie scelte, e soprattutto, di chi ha ben interpretato la “legge”…

Prof.ssa Sabrina Gallà

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