Riforme. UIL, Valzer di nomine: Renzi non fa nulla per cambiare davvero la scuola

di redazione
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UIL – “Siamo ormai a novembre, ad anno scolastico inoltrato, e a breve i ragazzi che frequentano gli istituti scolastici pugliesi si ritroveranno a cambiare nuovamente docenti.

Ecco in concreto quali sono gli effetti della Buona Scuola: l’offerta formativa, già falcidiata dalle scelte nefaste del governo, ne risentirà in termini di continuità e qualità. E a pagarne il caro prezzo saranno i giovani e giovanissimi studenti, oltre alle loro famiglie”.

Gianni Verga, Segretario generale della UIL Scuola Puglia, ricorda che, ad oggi, “mancano ancora centinaia di docenti da nominare nelle scuole pugliesi. La riforma della scuola più scellerata che memoria italica ricordi aveva già messo in ginocchio la Puglia, relegandola all’ultimo posto nazionale per pianta organica del corpo docente, con un saldo negativo di oltre 500 posti. L’algoritmo – che peraltro resta ancora un mistero ai più – ha poi fatto il resto, mettendo in estrema difficoltà tanti istituti scolastici regionali che, tutt’ora, non riescono a compilare gli orari di lezione definitivi per assenza di docenti in carica. Le difficoltà che ne derivano per i dirigenti scolastici, per le famiglie e per gli studenti, costretti a navigare a vista, sono facilmente intuibili”.

“Ieri il Presidente del Consiglio – attacca ancora Verga – ha candidamente dichiarato di aver commesso errori sulla scuola. Eppure i nostri docenti, quelli che si trovano al Nord per effetto degli errori sulla mobilità e quelli che dopo aver fatto funzionare le scuole da precari per decenni sono rimasti disoccupati, insieme a dirigenti e personale tutto, ricordano bene che questo governo impose la riforma con il voto di fiducia, a cui hanno partecipato anche i parlamentari pugliesi, che oggi tardivamente provano a dissociarsi, dopo aver procurato danni, forse irreparabili, per il nostro territorio e per il futuro di tanti giovani corregionali”.

“Le vie d’uscita, quantomeno per rimarginare parte delle ferita, ci sarebbero – conclude Verga – e passano dall’assegnazione di 3000 cattedre alla Puglia nella nuova Legge di Stabilità e non di 1136 come previsto. Quindi, andrebbero svuotate le graduatorie dei precari storici e corretti, con umiltà, gli errori della mobilità, causati dell’algoritmo. Infine, andrebbe ridotta la media alunni/classe che in Puglia è tra le più alte d’Italia e autorizzata la Regione Puglia ad estendere il progetto “Diritti a Scuola” a tutti gli ambiti disciplinari, nonché riconoscerne il punteggio”.

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