Riforme. La pseudo importanza della lingua inglese. Lettera

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Vi spieghiamo il raccapricciante destino della lingua Inglese con la riforma e con la "Buona Scuola"

Nel caso di classe articolata, come funziona l'insegnamento della lingua Inglese?

Vi spieghiamo il raccapricciante destino della lingua Inglese con la riforma e con la "Buona Scuola"

Nel caso di classe articolata, come funziona l'insegnamento della lingua Inglese?

ISTITUTO PROFESSIONALE

INDIRIZZO "ENOGASTRONOMIA ED OSPITALITA' ALBERGHIERA"

Articolazioni possibili:

Enogastronomia, Sala e Vendita, Accoglienza Turistica, Pasticceria.

CLASSE ARTICOLATA:

L’inglese di settore, unica classe, stessa ora, stesso insegnante.

Due microlingue, con sole tre ore settimanali.

L’offerta formativa sarà declinata in base alle esigenze degli studenti e coerente con la necessità di orientarli al futuro. Con la Buona Scuola ci sarà il potenziamento delle competenze linguistiche.” Così recita la Riforma.

La Cattiva Scuola, invece, ti impone di insegnare la lingua straniera, l’Inglese, in una classe, nella stessa ora, con caratteristiche e lessico completamente diversi: una riguardante per esempio il settore accoglienza e l’altra il settore Pasticceria.

Si incontrano grosse difficoltà nell’insegnamento della Lingua Inglese, a causa della non articolazione della classe per questa disciplina.

Si crea, infatti, l’unione della classe A (indirizzo ristorativo) con la classe B (indirizzo turistico), sotto un’unica programmazione riguardante il settore ristorativo. Gli alunni della classe A non posseggono alcuna conoscenza del linguaggio specialistico relativo all’accoglienza turistica, sconoscono il linguaggio tecnico e le fasi operative di un percorso didattico attinente all’accoglienza.

Lo stesso dicasi per gli alunni della classe B che seguono un percorso di apprendimento avente come ambito di studio il “Ricevimento”.

Lo stesso discorso vale per l'articolazione di una classe del settore Sala e Vendita con quella del settore Pasticceria, o Ricevimento.

Tutto ciò ostacola un logico e naturale percorso di studio, riferito al proprio ambito, che gli studenti dovranno, comunque, sviluppare affrontando una microlingua che non potrà essere consolidata a causa delle poche ore di lezione, 3h settimanali complessivamente; le competenze in uscita sono, pertanto, minime.

In barba al potenziamento linguistico tanto sbandierato dalla "Buona Scuola".

Quali tecniche e/o strategie interpretative deve inventarsi il malcapitato docente di Inglese. E perché, ci si chiede, la Lingua Francese non subisce lo stesso trattamento? Essa, infatti, viene insegnata distintamente per 3h nella classe di Accoglienza e per 3h nella classe di Pasticceria con due insegnanti diversi o dallo stesso insegnante, ma in ore diverse!

E la Lingua Inglese?

F.to

Prof. Alfonso Sanfilippo presso l’I.I.S. “A. Damiani” di Marsala

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