Riforme. Pessimi alunni e ottimi batteristi. Lettera

di redazione
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Antonio Deiara – Rifletto su un elemento che ho avuto modo di studiare per quasi otto lustri di gioioso insegnamento: un elevato numero di alunni, pessimi nelle “materie di studio”, rivela ottime capacità nel suonare la batteria.

Che dipenda dalla parte primordiale del nostro cervello, quella meno evoluta in termini melodici ed armonici, ma assai ritmica e dionisiaca? Del resto, non è questa l’era del rap che ignora linee melodiche degne di tal nome e accordi ben concatenati e si fonda, addirittura, su un uso inconsapevole di elementi propri della prosodìa? Nel tempo della Scuola “Digitale”, dai muri scrostati e dalle “buone pratiche” incrostate, trasudante ambienti digitali e connessioni pseudo cognitive, non sarebbe più utile mettere in mano alle ragazze e ai ragazzi una batteria o un basso elettrico, una tastiera elettronica o una chitarra con amplificatore e distorsore?

“A casa potrei suonare la tastiera presente sul tablet, – mi ha detto una studentessa, musicalmente entusiasta del proprio ruolo all’interno di una band – così preparerò i brani per il concerto di fine anno”. Viviamo in una Scuola che versa in stato confusionale, avendo smarrito la concretezza dell’agire quotidiano e il progetto di vita che ogni giovane dovrebbe definire e perseguire. Le famiglie inseguono l’ultimo modello di smartphone, status symbol per il proprio figlio e/o per se stessi, ma rinunciano ad un tablet capace di “scaricare” tutti i libri di testo e di preservare la salute della colonna vertebrale della propria prole. Intanto si parla di “divieto di bocciare” fino al termine delle Medie e, forse, del biennio delle Superiori.

Che genialata! Con una sola mossa si azzererebbe la dispersione scolastica senza eliminarne una della cause principali, cioè le classi-pollaio di 27-30 alunni e, nello stesso tempo, si risparmierebbe il “costo economico” delle bocciature. Ancora una volta, si sta proponendo una ricetta sbagliata: quando un “pessimo” alunno si siede dietro la batteria, impugna le bacchette ed incanta il pubblico, dimostra di non essere un individuo “scolasticamente fallito”; quando si promuovono alunni privi di abilità e conoscenze perché così prescrive una norma, si risparmia il costo economico delle “ripetenze” ma, contemporaneamente, si paga quello dell’ignoranza. E il costo dell’ignoranza è incommensurabile…

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