Riforme, osservazioni sulle deleghe degli studenti di Azione Cattolica

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Onorevole Ministra,
La ringraziamo per aver voluto riprendere il confronto con le Associazioni Studentesche sul tema delle deleghe de la Buona Scuola, dopo che per molti mesi era mancata la possibilità di confrontarsi con il livello politico di questo Ministero.

Come associazione ci siamo concentrati sull’analisi di quattro delle deleghe presentate, avviando anche un lavoro di condivisione e di confronto nelle classi di tutta Italia. Infatti, come ormai è nostra prassi, tramite i gruppi locali di MSAC diffondiamo delle schede di approfondimento, al fine di promuovere la partecipazione di studentesse e studenti e a partire dalle loro idee formuliamo il nostro parere. Maggiore attenzione è stata rivolta alle deleghe relative a Inclusione degli studenti
con disabilità, Riordino dei percorsi di istruzione professionale, Valutazione ed Esami di Stato e Diritto allo studio.

Per quanto riguarda le prime due possiamo dirci soddisfatti del contenuto delle bozze, con alcune precisazioni che riteniamo necessarie, mentre pensiamo che ci siano alcuni aspetti da rivedere nella proposta di dlgs. sulla Valutazione e consideriamo purtroppo insufficiente la proposta di delega sul diritto allo studio.

• Relativamente alla delega sulla valutazione ribadiamo in questa sede quanto già espresso sul tema a settembre nella posizione unitaria di Forum degli studenti e Forum dei genitori: pensiamo che debba essere dato più peso alle attività extra-curricolari ed extra-scolastiche per l’attribuzione
del credito scolastico nel triennio. Inoltre chiediamo venga mantenuta la possibilità per lo studente di poter scegliere il tema della “tesina” da presentare durante l’orale della maturità, per valorizzarne al meglio capacità, creatività e percorso di studi. Sempre per quanto riguarda la
valutazione vorremo farle avere, nelle prossime settimane, anche un riscontro degli studenti delle medie per quanto riguarda l’esame di conclusione del primo ciclo.
Infine pensiamo sia da eliminare la possibilità per le università di basarsi sui risultati delle prove INVALSI del quinto anno, per valutare l’ammissione degli studenti; in questa sede vogliamo
ribadire la posizione dell’associazione favorevole alla diffusione e contraria a ogni forma di boicottaggio delle prove INVALSI, purché le prove rimangano uno strumento che concorre alla valutazione, e quindi alla crescita, della scuola e del sistema istruzione. Invece con la scelta di
inserire il risultato dell’INVALSI nel curriculum dello studente, si corre il rischio di svilire la ragione stessa per cui esistono le prove, con la duplice conseguenza negativa di valutare in modo inadeguato la formazione di uno studente e di alimentare la sfiducia nei confronti dell’Istituto di
Valutazione.

• Invece per ciò che concerne l’inclusione apprezziamo le previsioni della delega e pensiamo che essa possa rappresentare un punto di partenza per interventi di più ampio respiro che rendano la nostra scuola davvero più inclusiva e aperta a tutti e favoriscano e migliorino anche l’inclusione
degli studenti stranieri, tema di stringente attualità.

• La proposta di delega sull’istruzione professionale ci vede favorevoli all’impostazione data, con l’aumento delle ore di laboratorio, il riordino degli indirizzi e la possibilità di interventi di artigiani ed esperti dei campi lavorativi inerenti agli ambiti di studio dei singoli corsi.
Apprezziamo anche il rafforzamento del collegamento con i centri di formazione professionale  regionale che chiediamo venga ancora potenziata e valorizzata, si tratta infatti di strutture fondamentali per la lotta alla dispersione; pur nel rispetto delle competenze regionali riteniamo fondamentale che nella formazione professionale venga introdotta, come nelle scuole statali, l’educazione civica, perché non possiamo permettere che questi studenti crescano come cittadini
di serie B.

• Il provvedimento che desta più perplessità é sicuramente quello relativo al diritto allo studio, che chiediamo venga riformulato a partire dalla proposta di legge quadro presentata dal Forum che prevede livelli minimi di prestazioni per i servizi alla persona e i servizi sussidiari che dovranno
poi essere erogati dalle singole regioni e di cui non si trova traccia nel decreto. Altro nodo fondamentale é rappresentato dai fondi (i 10 mln del decreto corrispondono ad appena 5,8€ per ogni studente che abbandona la scuola nel nostro Paese) e senza un fondo perequativo nazionale e
la certezza di stanziamenti superiori a quelli previsti rinunciamo a garantire il diritto allo studio in tutto il Paese, rinneghando gli articoli 3, 33 e 34 della nostra Costituzione. Per combattere la piaga della dispersione riteniamo inoltre siano da potenziare l’orientamento e l’apertura
pomeridiana e al di fuori dell’orario scolastico delle nostre scuole.

Infine, anche se esulano dai temi strettamente connessi dalle deleghe ci permettiamo di sottoporle alcune urgenze, segnalateci dai nostri studenti delle diverse città della Penisola:
• in primis le problematiche legate all’edilizia scolastica e delle zone terremotate che comprendono la necessità di potenziare i controlli sullo stato dell’edilizia scolastica prima del crollo degli edifici stessi specie nelle aree colpite dalle scosse degli ultimi mesi, la necessità di trovare in breve soluzioni per garantire la validità dell’anno scolastico agli studenti delle zone in cui le scuole sono chiuse per il sisma e per le forti nevicate e di garantire in qualche modo lo svolgimento dei programmi specie per le classi finali. Inoltre le segnaliamo il problema del riscaldamento che ha visto in questi giorni molti studenti in aule ghiacciate, principalmente per l
mancanza di fondi delle amministrazioni Provinciali competenti in materia;
• ci permettiamo inoltre di sottolineare l’importanza e l’urgenza di riconoscere la cittadinanza ai minori che hanno conseguito il primo ciclo scolastico, per favorire l’integrazione e una cultura dell’accoglienza che sembra sia in deterioramento nel nostro Paese;
• altra richiesta urgente é quella dell’emanazione della Carta delle studentesse e degli studenti in alternanza scuola lavoro, che attende dal settembre 2015 e la necessità di una attenta verifica dei percorsi di alternanza attualmente attivati dalle scuole.
• infine vogliamo sottolineare la necessità di lavorare a una riforma degli strumenti e dei luoghi della partecipazione studentesca, anche per le modifiche introdotte nel frattempo dalla Buona Scuola e non solo, ed in particolare del DPR 567/96 su cui dal 2011 esistono proposte di Consulte
Provinciali, Associazioni degli Studenti e dei Genitori.

Riteniamo questa una tematica fondamentale per poter ricostruire la coscienza civica del Paese a partire dai banchi di scuola, proprio lì dove si deve insegnare ad essere sovrani, come diceva don Milani, incoraggiando i
nostri studenti a scegliere e non ad elemosinare l’istruzione, la democrazia e la giustizia.
La ringraziamo per l’attenzione e auspichiamo che questo nostro incontro segni una nuova stagione di confronto tra studentesse e studenti e Ministero.

Movimento Studenti di Azione Cattolica

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