Riforme. Laffranco (FI), Fedeli ascolti proposte parlamento su Buona Scuola

“Sulla ‘Buona Scuola’, una riforma che sta creando confusione e problemi e che necessita di una messa a punto sostanziosa, è fondamentale che il Governo ed il Ministro Fedeli ascoltino con attenzione e rispetto le proposte che emergono dal confronto parlamentare.

La scuola ha un ruolo nodale nella società, perché è la scuola che forma e plasma gli italiani di domani. I nostri giovani devono uscire dal sistema scolastico preparati ad affrontare il futuro e le sfide di un mondo che è sempre più complesso.”

E’ quanto afferma Pietro Laffranco, deputato di Forza Italia, nel corso del suo intervento alla tavola rotonda “L’impatto innovativo dei decreti attuativi della riforma e le criticità applicative della “Buona Scuola” organizzato da Usae che si è svolto oggi nella Sala Aldo Moro della Camera dei deputati.

“Ma sta a noi mettere la scuola e soprattutto gli insegnanti nelle condizioni di poter svolgere al meglio il loro preziosissimo lavoro. Va fatto un investimento imponente nel settore. Un investimento di risorse, che però non vanno elargite a pioggia con il sistema dei bonus, ma che vanno razionalizzate sugli stipendi degli insegnanti, sulla formazione continua e sul dare strumenti educativi e gestionali all’avanguardia.

Mi auguro – conclude Laffranco – che tutte le parti politiche si rendano conto dell’importanza che riveste il sistema scolastico per il futuro del Paese, perché i ragazzi che vengono formati oggi, saranno quelli che prenderanno le decisioni domani”.

Nel corso del medesimo dibattito Adamo Bonazzi, Segretario Generale Usae ha sottolineato: “A cinque mesi dalla fine dell’anno scolastico, il secondo da quando è in vigore la “Buona scuola”, c’è stato il primo via libera in Consiglio dei Ministri ad otto decreti legislativi di attuazione della legge Buona Scuola ma i problemi esistono ancora e sono sempre gli stessi: non funziona il potenziamento dell’organico che doveva rinforzare le fila degli insegnanti di ruolo; un migliaio di studenti con disabilità non ha ancora l’insegnante di sostegno per tutte le 18 ore garantite dalla legge; il personale Ata resta sottodimensionato; e il bonus premio che i dirigenti scolastici hanno distribuito ad alcuni professori e non ad altri sta avvelenando il clima. E l’accordo siglato dal nuovo ministro sulla mobilità ne è la prova evidente.”

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