Riforme, Fedeli: occorre continuare ad investire in formazione, sicurezza e digitalizzazione

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La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, interviene nel dibattito nato dalla pubblicazione dei dati dell’Ocse con un articolo “Innovazione e qualificazione della scuola italiana: a che punto siamo?”, nel quale traccia un bilancio di quanto fatto e quanto resta da fare sulla scuola digitale.

“I dati Ocse, guardati in profondità – sottolinea la Fedeli – ci dicono che le pari opportunità garantite fino agli anni dell’obbligo, si perdono successivamente”. Occorre quindi continuare ad investire.

“Investire affinchè il ‘long life learning’ e l’orientamento che precede l’ingresso nel mondo del lavoro o negli studi universitari facciano parte concretamente di quel piano di investimenti e politiche che si sta già attuando nel campo dell’istruzione primaria e secondaria. In questi due anni il Paese ha investito sulla formazione degli insegnanti con fondi specifici e un Piano Nazionale con obiettivi prioritari. Prima d’ora nessuno aveva mai investito tanto nella formazione dei docenti.
La ministra continua: “Sono stati stabilizzati 100.000 insegnanti che attendevano una risposta, una soluzione al precariato”.

Per quanto riguarda la sicurezza degli istituti, la ministra spiega che ci sono sette miliardi a disposizione e si lavora su molti fronti: costruzione di scuole nuove e sostenibili, messa in sicurezza degli edifici, ispezioni sui solai, antisismica, abbattimento delle barriere architettoniche.

“Per il Piano Nazionale della Scuola Digitale le risorse ammontano a oltre 1 miliardo, la metà di queste è già stata investita, mettendo al centro la formazione del corpo docente e le competenze degli studenti”.

Sull’Alternanza Scuola-Lavoro, la Fedeli promette che entro settembre arriverà la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti: “Nei prossimi giorni daremo il via libera ai decreti attuativi della Buona scuola che toccano temi importanti come la formazione e il reclutamento degli insegnanti, la valutazione degli studenti, il diritto allo studio, la maggiore attenzione per la cultura umanistica, l’importanza delle scuole all’estero, il sistema di istruzione da zero a sei anni”.

Sulla digitalizzazione della scuola, la ministra dice: “Tra dieci anni, senza digitalizzazione, le competenze della scuola tradizionale saranno fuori gioco. L’agenda digitale deve dare agli studenti anche i mezzi per orientarsi tra i contenuti immessi in rete. Non esiste che le informazioni acquisite nel percorso formativo possano essere tratte da Wikipedia”.

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