Le riforme della scuola devono essere per gli studenti. Lettera

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Lorenzo Casadei – Gent. redazione, Sono uno studente di matematica, ormai prossimo alla laurea e all'insegnamento. Ho coltivato il mio sogno, la mia missione di fare l'insegnante da così tanto tempo che neanche mi ricordo quando ho iniziato a sognarlo.

Lorenzo Casadei – Gent. redazione, Sono uno studente di matematica, ormai prossimo alla laurea e all'insegnamento. Ho coltivato il mio sogno, la mia missione di fare l'insegnante da così tanto tempo che neanche mi ricordo quando ho iniziato a sognarlo.

Da tanti mesi, direi quasi anni mi sono trovato in mezzo a discussioni riguardo riforma, controriforma, TFA, PAS, concorsoni e abilitazioni.

In ognuno di essi ho espresso la mia opinione e ogni volta chi da tempo ricopre il ruolo di docente non ha esitato a liquidarla con slogan del tipo "che cosa ne vuoi sapere te. Non sai cosa vuol dire fare l'insegnante al giorno d'oggi".

Probabilmente hanno ragione. Ma la mia rabbia continua a montare esponenzialmente di fronte a tali affermazioni. Non perché mi attaccano a me, che effettivamente cosa posso saperne dell'insegnamento. No il motivo è un altro.

La mia rabbia è motivata da un senso di ingiustizia, di fronte a tutte le discussioni in cui parliamo dei "diritti dell'insegnante", facendo appello ad una qualche forma di legge che obblighi lo stato ad assumere tutti gli abilitati di ruolo.

Vero, sarebbe molto bello che tutte le persone che vogliono insegnare siano assunti e non ci siano più precari. Parliamo delle riforme e la vediamo dal punto di vista degli insegnanti, condanniamo lo stato perché non assume nuovi insegnanti, attacchiamo le istituzioni perché non ho il "diritto di insegnare" e di praticare la professione per cui mi sono abilitato. Vero.

Ma il punto non è questo, o almeno non è questo il punto principale. Le riforme della scuola non devono essere fatte per gli insegnanti, devono essere fatte PER I RAGAZZI, PER GLI STUDENTI.

Ma in Italia non ragioniamo così. Se ci fosse la riforma scolastica migliore del mondo, con la quale gli studenti italiano riescano a raggiungere il livello più alto rispetto a tutti gli altri stati, ma un insegnante abilitato non ha il posto di lavoro, allora necessariamente quella riforma non è ben fatta. In una riforma, prima dei diritti dell'insegnante ci sono i diritti degli studenti. Gli studenti hanno diritto ad avere un personale docente competente e preparato didatticamente. Partiamo da questo nei nostri ragionamenti. Come quando si diventa genitori, non si è più importanti rispetto all'importanza che si da ai figli. Quando si diventa insegnanti non si è più importanti, importanti sono gli studenti, sono i ragazzi. 

Io non giudico questa riforma o quelle precedenti. Un po' lo faccio, ma non è importante qui. Forse sono un idealista. Forse non posso neanche parlare, perché "non so cosa significa". Ma questa è la mia opinione, di un ragazzo che è metà studente e metà insegnante. Forse non sarà la più giusta, però penso sia… specifica, particolare. Ma sicuramente tutti noi dovremo ricordarci che il fine della scuola è educare i ragazzi, è educare il nostro futuro. "Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano" (Il Piccolo Principe)

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