Riforme, caro Renzi lascia stare che fai solo danni. Lettera

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L’ex premier Matteo Renzi, in corsa per la segreteria del PD, è ritornato a parlare della sua riforma “Buona Scuola” che tanto sconquasso ha provocato al mondo dell’istruzione determinando confusione, disorientamento, incertezza del futuro.

Ora caro Renzi, a qualche giorno dalle primarie del Partito Democratico, ritorni di nuovo sul tema della scuola che tanto ha fatto incavolare i docenti perché è considerato lo zoccolo duro del tuo indirizzo programmatico. Sarebbe meglio, caro Matteo, che in caso di vittoria non mettessi più il naso sulla scuola ma lasciassi le cose come stanno, perché potresti provocare altri danni. La legge 107 ha scontentato tutti perché qualcosa non ha funzionato.

Avevi promesso che avresti ascoltato la base perché come sai le riforme partono dal basso e il popolo non accetta mai i diktat. Hai coinvolto tutte le componenti del sistema scuola con un questionario che hai fatto compilare non appena hai messo piede a Palazzo Chigi. Ma poi te ne sei andato per la tua strada senza dare ascolto alle istanze che provenivano dal mondo della scuola, quel mondo della scuola che nell’ottobre 2015 ha partecipato massicciamente ad uno sciopero compatto che non si vedeva da decenni. Il mondo della scuola ha detto NO alla tua riforma e continui ancora ad insistere? Ora le deleghe della 107 sono state approvate dal Governo Gentiloni, ma in diversi punti queste deleghe devono essere riviste.

Il mondo della scuola non vuole la 107 e te lo ha fatto chiaramente capire con il voto del referendum del 4 dicembre 2016 sulla riforma costituzionale. Ti prego non insistere più sui temi della scuola, lascia le cose come stanno. La scuola, caro Renzi, ha bisogno di serenità, di tranquillità perché ora cammina sulle montagne russe, barcolla, vacilla e non ha la forza di andare avanti. Gli insegnanti hanno bisogno di regole certe e condivise, non di riforme pasticciate alla meno peggio, fatte quasi come se dovessimo partecipare ad una competizione e vincere chissà quale trofeo messo in palio.

Le riforme si ponderano, si discutono, si valutano e soprattutto partono dal basso non dalle anguste stanze dell’alta Politica e della finanza. La riforma della scuola, caro Renzi non devono farla le lobby finanziarie, i grandi magnati della finanza internazionale, i gruppi di potere, i soloni della Scienza, devono farla i diretti interessati cioè gli operatori dell’istruzione. SE dovessi essere eletto segretario del PD sappi una cosa: dovrai riscrivere la riforma insieme con gli insegnanti, gli studenti e tutte le componenti del sistema scuola, perché qui è il sistema scuola che non funziona. Lo capisci? Se non vorrai farlo statti fermo e lascia ad altri la possibilità di riscrivere la “Buona Scuola”, facendola diventare veramente buona e non mala scuola come lo è adesso.

Mario Bocola

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