Riforme. A Trento la Giunta rimanda di un anno la mobilità su ambiti

di Giulia Boffa
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La riforma della scuola nella provincia di Trento perde i pezzi: è stato infatti deciso dalla Giunta provinciale di congelare per un anno il nuovo reclutamento dei docenti per ambiti territoriali, e togliere anche le due ore di lezione in più obbligatorie alle elementari.

La riforma trentina approvata lo scorso giugno, dopo un acceso dibattito, ha previsto tra gli altri che gli insegnanti non siano più assegnati a una cattedra ma a degli ambiti territoriali, diversi per scuola primaria e secondaria: la loro definizione era stata demandata alla giunta, ed era stata respinta la richiesta dei sindacati di mettere un vincolo alla mobilità dei docenti entro i 20 chilometri. Ieri, con un emendamento a firma Rossi-Manuela Bottamedi, l’aula ha votato per differire di un anno il nuovo meccanismo.

E’ compresa anche la possibilità che si vada verso un doppio regime: chiamata su cattedra per chi è già in ruolo, ambiti per i nuovi ingressi.

L’ altra novità approvata ieri con la Finanziaria è lo stop alle due ore aggiuntive obbligatorie alle elementari introdotte dalla riforma della scuola che dall’anno scolastico 2017-2018 aveva previsto uno schema a 28 ore obbligatorie più 2 ore opzionali: si torna così a 26 ore obbligatorie e 4 opzionali. Contro le ore obbligatorie in più era partita una petizione di genitori che ha raccolto oltre 1200 firme.

Infine si prorogano al 31 agosto 2018 le graduatorie del concorso della scuola del 2012 che sarebbero scadute ad agosto 2017: la ventina di insegnanti vincitori del concorso ma che non sono ancora stati assunti a tempo indeterminato saranno assorbiti.

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