Riforma. Toccafondi: entro giugno si chiude, precari entreranno comunque ma non è un assumificio

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"Entro fine giugno si chiude". Lo afferma sulla riforma della scuola, il sottosegretario all'Istruzione, Gabriele Toccafondi, in un'intervista al Quotidiano nazionale.

"Entro fine giugno si chiude". Lo afferma sulla riforma della scuola, il sottosegretario all'Istruzione, Gabriele Toccafondi, in un'intervista al Quotidiano nazionale.

"La decisione di accelerare è stata presa dal premier. La riforma era già stata discussa a lungo, per due mesi gli uffici del Miur hanno corretto gli aspetti più critici dopo aver ascoltato il Paese. Di fronte ai tentativi ostruzionistici, sarebbero mancati i tempi tecnici per assumere i 101.701 precari".

Alla domanda su quale sia la dead line tecnica, Toccafondi replica: "Se si chiude entro fine giugno i tempi tecnici ci sono. È ancora possibile riuscirci", la fiducia, aggiunge, "è l'extrema ratio, ma se non si accelera c'è il rischio di finire su un binario morto". Sul fatto che Cinque Stelle e Sel non ritirano gli emendamenti, il sottosegretario osserva: "La speranza è l'ultima a morire. Comunque abbiamo approvato decreti in 48 ore. La riforma deve andare avanti".

Alla domanda se, se non si riuscirà ad assumere tutti i 100mila precari a settembre, scatteranno assunzioni giuridiche e inserimento nel corso dell'anno scolastico, Toccafondi replica: "È un'ipotesi". "La scuola – sottolinea anche – è stata presa a pretesto dalla minoranza Pd per fare un congresso interno, con un dibattito fine a se stesso.

Dire 'facciamo le assunzioni e poi tutto il resto' non ha senso. La risposta è no. La scuola non è un assumificio".

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