Riforma superiori in dirittura d’arrivo. Intervista a Max Bruschi

di Lalla
ipsef

Oggi 29 ottobre la Conferenza Stato Regioni darà il proprio parere sulla Riforma delle superiori, dopo un lungo periodo di stallo. La Gelmini ha assicurato che tuttò sarà pronto per il 2010, ma appaiono ancora molti i nodi da sciogliere. Orizzonte Scuola in queste settimane ha raccolto quesiti provenienti dal mondo della scuola e li ha sottoposto a Max Bruschi, consigliere del ministro e presidente della cabina di regia per la riforma dei licei

Oggi 29 ottobre la Conferenza Stato Regioni darà il proprio parere sulla Riforma delle superiori, dopo un lungo periodo di stallo. La Gelmini ha assicurato che tuttò sarà pronto per il 2010, ma appaiono ancora molti i nodi da sciogliere. Orizzonte Scuola in queste settimane ha raccolto quesiti provenienti dal mondo della scuola e li ha sottoposto a Max Bruschi, consigliere del ministro e presidente della cabina di regia per la riforma dei licei

1) Uno degli argomenti più seguiti in questi ultimi giorni è stato lo scontro tra il ministro Gelmini e il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani , i quali si sono rimbalzati la responsabilità dello stallo dei procedimenti di riforma. Potrebbe chiarire a che punto è l’iter della riforma delle scuole secondarie superiori?

Mi sembra che la situazione si sia, oggi, sbloccata. Ha prevalso la regola aurea del buonsenso. Ci tengo però a sottolineare che la fase di stallo non riguardava il ministro Gelmini, quanto un braccio di ferro tra Conferenza e Governo su altri temi, quali l’allocazione di risorse sulla Sanità. Spero la Conferenza voglia, nel cumulo di lavoro arretrato prodotto dallo stallo di questi mesi, riconoscere l’estrema urgenza dei pareri da dare in materia di istruzione.

2) Quale risposta dare ai Dirigenti Scolastici che in questi giorni devono predisporre le attività di orientamento in entrata?

Una prima risposta è data dallo slittamento del termine delle preiscrizioni al 27 febbraio. Grazie al pieno sostegno del Ministro, ho concordato con la struttura ministeriale l’opportunità di dare alle scuole, formalmente, la nuova data il prima possibile, in modo da tranquillizzare autonomie scolastiche, famiglie, studenti. Come ben sapete, l’iter di consultazione e la necessità di affinare i regolamenti ha bisogno di tempi serrati, non certo di fretta. E il mondo della scuola ha la necessità di avere in tempo reale tutti gli elementi di certezza che siamo in grado di offrire, per evitare che ci si affidi, in mancanza di indicazioni chiare, alle voci e alle interpretazioni.

Sull’orientamento, "di massima" fanno fede i regolamenti approvati in prima lettura, alcuni dei quali saranno certo perfezionati, ma senza grandi stravolgimenti nei quadri orari.

Abbiamo iniziato a lavorare sul parere del CNPI, del quale sono estremamente soddisfatto e che giudico in maniera positiva, nonostante alcuni, strumentalmente, abbiano parlato di "bocciatura" del regolamento. Così non è, e abbiamo già concordato quasi tutti i punti di dubbio col relatore. Attendiamo inoltre il parere della Conferenza e delle commissioni parlamentari, oltre ai frutti del dibattito del mondo della scuola e della pubblica opinione.

Sui quadri orari e sull’orientamento, occorre inoltre tener conto che la quota di autonomia del 20% – 30% dovrebbe essere, per la prima volta dal 1999, effettivamente fruibile. Certo, le scuole dovranno compiere delle scelte, identificare il loro profilo, programmare il futuro. Ma sono certo che i collegi docenti e i dirigenti scolastici sapranno operare al meglio.

3) I docenti di alcune discipline mostrano preoccupazione per l’impianto dei nuovi licei che a loro dire presenta evidenti carenze.

Abbiamo tenuto saldo un vincolo che rappresenta una precisa scelta culturale: diminuire il tempo scuola liceale, perché rappresentava un peso insostenibile per gli studenti, che devono avere il tempo anche di studiare e approfondire per lasciar sedimentare quanto appreso. E’ un modello di studio intensivo che rappresenta il ritorno a un passato in cui i risultati di apprendimento erano decisamente superiori rispetto al presente. La logica dell’infarinatura è il contrario del buon senso e della buona scuola, magari è in grado di dare soddisfazione a micro classi di concorso, certo non all’obiettivo della migliore preparazione degli studenti.

4) Ad es. quale sarà il reale impianto del nuovo liceo di scienze umane? Potrebbero verosimilmente essere accolte le richieste dei docenti della classe 36A volte a:
1) reinserire le scienze umane nel biennio
2) incrementare, sia nel liceo delle scienze umane tradizionale sia nell’opzione economico-sociale, le ore dedicate alle discipline di indirizzo (scienze umane e sociali)
3) associare l’insegnamento di filosofia a quello di storia della pedagogia (nel liceo delle scienze umane) o a quello di scienze sociali (nell’opzione economico-sociale), affidandoli, come è sempre accaduto fino ad ora, al medesimo docente
4) reintrodurre nei programmi del triennio del liceo delle scienze umane lo studio sistematico di psicologia e sociologia

Il liceo delle scienze umane e la relativa piegatura economico sociale è, in effetti, il percorso che richiede, tra tutti, i maggiori interventi. E’ importante capirne la storia, dall’eredità dei vecchi percorsi magistrali alle varie sperimentazioni. Dobbiamo guardare al futuro e a cosa chiediamo a questo percorso, piuttosto che al passato. Peraltro, nel corso degli anni, proprio in questi percorsi le scuole sono maggiormente intervenute sui profili, innestando percorsi su percorsi, di tipo musicale, comunicativo… segno forse di una insoddisfacente resa del "percorso base".

Una migliore definizione dei profili in uscita e dei quadri orari, oltre che delle classi di concorso, sarà indubbiamente possibile. Nella cabina di regia sono presenti il professor Giovannetti e il preside Azzollini, alla guida di due tra le migliori esperienze in questo campo, e siamo in contatto costante, per quanto riguarda la piegatura economico sociale, col prof. Castrovilli e col prof. Zamagni. Ma, al di là dell’orario base che scaturirà dal dibattito, non mi stancherò mai di ricordare come, attraverso le quote di flessibilità, ciascuna istituzione scolastica potrà operare per valorizzare le proprie specificità, aumentare o diminuire le ore delle singole discipline e introdurne di ulteriori attraverso il repertorio.

5) Altrettanto preoccupati appaiono i docenti di diritto ed economia che dal sito www.docentidiritto.it lanciano un appello per la salvaguardia della disciplina all’interno dei nuovi quadri orario.

Diritto ed economia entra a pieno titolo nel novero delle discipline attivabili dalle singole istituzioni scolastiche e hanno il loro posto "pleno iure" nel percorso economico sociale del liceo delle scienze umane.

6) Arrivano segnalazioni anche da parte dei docenti della classe 7/A "Arte della fotografia e della grafica pubblicitaria", i quali chiedono che alla nuova classe A-03 (Audiovisivo) dove è confluita la 7/A sia restituito, tra gli indirizzi di studio possibili per l’insegnamento, l’ ISTITUTO PROFESSIONALE settore industria artigianato, (oggi grafico pubblicitario e industriale) oltre che al Liceo Artistico ad indirizzo Audiovisivo

Il provvedimento sulle classi di concorso è anch’esso in via di affinamento. Si tratta comunque di un provvedimento tampone, che dovrà essere rivisto una volta approvata la riforma dei cicli anche alla luce della nuova formazione iniziale dei docenti. Ho girato subito questa segnalazione, assieme ad altre, a chi se ne sta specificamente occupando.

Resta una notazione di carattere generale: le classi di abilitazione nuove, a mio parere, dovranno privilegiare le competenze effettive piuttosto che logiche di impianto sindacale. Altrimenti rischiamo effetti grotteschi: spedire in cattedra docenti che insegnano discipline senza averne la preparazione specifica. Penso che il nuovo sistema di abilitazione, fondato su specifiche lauree magistrali, possa aiutarci a dare una sterzata per il futuro, prevedendo comunque i migliori accorgimenti per "esaurire" senza traumi tutte le classi attuali.

7) Per quanto riguarda lo studio del latino è stata presentata una interrogazione al Consiglio Europeo della parlamentare europea Cristiana Muscardini e presentato un documento in cui si chiede che lo studio della Lingua Latina, in qualche misura, andrebbe introdotto almeno in tutte le scuole che si fregiano del titolo di "Liceo" e, in particolare, nel Liceo Scientifico.

Lo studio obbligatorio della lingua latina è una specificità tutta italiana che ho inteso preservare in quasi tutti i percorsi. Tanto è vero che mi è stata fatta l’accusa opposta, cioè di aver messo il latino anche nel caffè… Resta sempre la possibilità di attivare le cattedre per le istituzioni scolastiche che lo desiderano. Soprattutto mi sembra importante preservare, nella formazione liceale, lo studio comunque della nostra classicità, a prescindere dall’apprendimento della lingua latina, dando una coloratuta "ginnasiale" al primo biennio dei percorsi, che devono assolvere contemporaneamente ai contenuti dell’obbligo di istruzione. Penso soprattutto a materie quali la storia, la letteratura, la storia dell’arte. Su questo stiamo ragionando assieme al mondo della scuola.

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