Riforma sostegno, Rapisarda: Testo pubblicato evita solo il peggio e non migliora la qualità dell’inclusione

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Nei giorni scorsi, si è provveduto finalmente alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della tanto “attesa ed agognata” Delega sull’inclusione della Buona Scuola.

Il D.Lgs n. 66/17 entrerà in vigore il prossimo 31 Maggio e sul merito dei contenuti del suo testo finale è intervenuto recentemente il Direttore scientifico dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda.

Dichiara il Direttore Gianluca Rapisarda: “Sono stati certamente apprezzabili gli sforzi del MIUR e dell’Esecutivo che hanno accolto taluni nostri suggerimenti, quali l’inserimento dell’associazionismo di riferimento tra gli interlocutori dei processi di inclusione scolastica insieme alle famiglie, o anche quello dell’Osservatorio per l’Inclusione Scolastica tra i soggetti che esprimono parere sulla valutazione della qualità dei servizi delle istituzioni scolastiche; e bene anche il recepimento della nuova Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF)».

“E tuttavia –chiarisce Gianluca Rapisarda-, il testo definitivo della Delega sull’inclusione, pubblicato in Gazzetta nei giorni scorsi, è da ritenersi “vecchio” dal punto di vista culturale e pedagogico, in quanto non fa esplicito riferimento all’art 24 della Convenzione ONU del 2006 sui diritti delle persone con disabilità e considera ancora “staticamente” la Didattica inclusiva una prerogativa soltanto degli alunni/studenti con disabilità e non come una preziosa risorsa al servizio dei bisogni educativi di tutti e di ciascuno.”

“Inoltre –continua Gianluca Rapisarda-, in verità, nel testo finale del D.Lgs n. 66/17, pare esserci un poco di confusione poiché nel PEI non paiono esserci cenni al sostegno didattico (art  7), mentre i sostegni – incluso quello didattico – sembrano dover essere contenuti nel profilo di funzionamento (art 5): quindi a determinare e quantificare le ore di sostegno sarà pare l’unità di valutazione multidisciplinare, oggi sì arricchita di componenti rispetto all’inizio ma comunque non composta dalle persone che effettivamente conoscono il ragazzo e con un assetto prevalentemente medico.”

“A ciò si aggiunga –precisa il Direttore Gianluca Rapisarda-, che nel testo definitivo del D.Lgs n. 66/17, pubblicato sulla GU nei giorni scorsi, Resta il” rebus” della mancata previsione della medesima formazione universitaria iniziale specifica per i docenti di sostegno della superiore di I° e II°. Su tale parte del decreto, ritengo che il MIUR debba necessariamente intervenire. Anche la formazione generalizzata di tutto il personale scolastico sulle singole disabilità stabilita dall’art 13 mi pare un po’ lacunosa, in quanto non prevede alcun obbligo di osservarla. A tal proposito, per ovviare a ciò,  il recente “Piano Triennale di Formazione Obbligatorio” per i docenti curricolari e di sostegno in servizio mi sembra un ottimo strumento e una preziosa opportunità da cogliere da parte di tutte le Istituzioni scolastiche.”

“Un altro elemento deficitario dello schema iniziale del Decreto –evidenzia Gianluca Rapisarda-, era che esso non stabiliva l’inderogabilità del numero di 20 alunni per classe in presenza di disabili, prevedendo che ciò avvenisse soltanto in virtù della generica dicitura “di norma”. Ebbene, il riferimento ai 20 alunni per classe non compare più nel testo del Decreto pubblicato in GU ed è ciò che ci dà la certezza che non sia stato modificato negli art 4 e 5 comma 2 il DPR n. 81/09”.

“Un fatto “paradossale” del testo pubblicato in Gazzetta –aggiunge il Direttore Gianluca Rapisarda- è che il MIUR ritiene di poter risolvere un problema “atavico” del sostegno italiano come quello della scarsa continuità didattica, rafforzando con molta superficialità e con miopia la “supplentite” nelle scuole di ogni ordine e grado, dimostrando di anteporre i seppur “legittimi” interessi professionali degli insegnanti agli altrettanto “sacrosanti” bisogni educativi ed al diritto allo studio degli studenti con disabilità. Infatti, ai sensi dell’art 14 del Testo finale pubblicato qualche giorno fa in Gazzetta ufficiale, ora i contratti a tempo determinato potranno essere reiterati a docenti per il sostegno supplenti «il più possibile nell’anno scolastico successivo», in caso di fruttuoso rapporto docente-alunno e con il consenso delle famiglie.”

“Sulla continuità didattica –prosegue Gianluca Rapisarda-, qualche altra ombra rimane, e cioè che il neonato Decreto non prevede nulla per contrastare il fatto che più del 40% degli attuali docenti per il sostegno sono supplenti e hanno incarichi precari “in deroga”. Per ovviare bisognerebbe rivedere i criteri degli organici dei docenti specializzati, che dovrebbero poter transitare dal presente organico di fatto a quello di diritto delle scuole e prevedere un serio e strutturale Piano di assunzione attraverso appositi Concorsi.”

“In merito alla continuità “negata” –sottolinea il Direttore Gianluca Rapisarda-, ritengo che l’Esecutivo, con il testo definitivo pubblicato in Gazzetta nei giorni scorsi, si sia dimenticato inspiegabilmente della raccomandazione della medesima legge della Buona Scuola che indicava di “vincolare” il docente di sostegno all’intero ciclo d’istruzione dell’alunno con disabilità.”

“Infine –rileva il Direttore Gianluca Rapisarda-, il GIT è senz’altro l’elemento di maggiore novità dell’intero decreto n. 66/17. Il GIT, formato da 4 Dirigenti (1 tecnico e tre scolastici o tutti e quattro dirigenti scolastici) e tre docenti distaccati, propone all’USR la quantificazione delle risorse da assegnare a ciascuna scuola dell’ambito di pertinenza sulla base dei profili di funzionamento degli alunni, del PEI, del Progetto individuale e del Piano dell’inclusione trasmessi dalle scuole.

Dunque –conclude Gianluca Rapisarda-, il GIT farà richiesta delle ore di sostegno senza alcuna conoscenza diretta dell’alunno, senza confronto con i familiari e con gli insegnanti, ma sulla base di carte che molto verosimilmente entreranno ben presto nel novero dei nostri dozzinali adempimenti amministrativi, finendo per “burocratizzare” ulteriormente il processo di inclusione degli alunni/studenti con disabilità del nostro Paese.

Spero tanto che le diverse ambiguità del Testo finale del Decreto vengano tutte chiarite dal MIUR con le Linee guida, da emanare  entro i prossimi 180 giorni.”

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