Riforma sostegno, Nastrini Rossi: troppe criticità, dal GIT al vincolo decennale. Stabilizzare posti in deroga

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comunicato Nastrini Rossi Docenti – Gli alunni con bisogni speciali e certificazioni sono in continuo aumento e, nonostante gli investimenti e la Riforma della 107/2015, l’anno scolastico in corso ha visto la carenza di insegnanti specializzati per le attività di didattiche di sostegno, nel nord come nel sud del Paese.

Anche nelle regioni dei Nastrini rossi docenti (Nrd), colpite dall’esodo degli assunti dalla “Buona Scuola”, enormi disagi sono stati denunciati dalle scuole che ancora a ridosso delle feste natalizie erano in cerca di docenti ed hanno assegnato cattedre a personale addirittura nominato dalle terze fasce di istituto. E qui continuiamo a ribadire che il problema è sempre uno: i docenti non sono troppi, ma troppo pochi.

Il piano straordinario della “Buona scuola”, che ha stabilizzato i contratti di 55mila precari, ha però costretto circa 30 mila docenti ad un ruolo a centinaia di chilometri lontano dalle loro regioni di residenza e, a differenza della tanto paventata lotta alla “supplentite”, i contratti di lavoro a tempo determinato sono aumentati.

Questa mala gestione scolastica, a nostro avviso, è figlia del piano assunzionale frettoloso che non ha badato a stabilizzare le situazioni di reiterata precarietà attraverso una razionale trasformazione delle cattedre di organico di fatto (presenti soprattutto al sud) in organico di diritto, bensì ha ancora una volta, messo di fronte la scuola a scontrarsi con imponenti tagli agli organici (es: la Puglia taglia 700 cattedre con il dimensionamento).

Mentre ancora irrisolta è la questione dei docenti dei Nrd che a 45 anni dopo una vita di lavoro al centro sud si vedono costretti ad abbandonare i propri affetti con 1300 euro al mese e mille incombenze familiari ed economiche da affrontare. Il lavoro nelle proprie terre c’è, esiste e va solo stabilizzato. Tanti docenti, sono stati prima spostati coattivamente e poi sono rientrati solo per il corrente anno scolastico su cattedre temporanee, ma necessarie alla scuola. E per la maggior parte si tratta di posti di sostegno. Lo ribadiremo sempre: i posti ci sono.

Eppure sul sostegno si continua a fare populismo: le cattedre di sostegno stabilizzate in organico di diritto dalla  “Buona scuola” sono state 14mila 747. La distribuzione geografica di questi posti è emblematica: nord Italia 8 mila e 400 posti di sostegno stabilizzati, Sud e isole appena 2mila e 700 posti stabilizzati. Dati che mettono a nudo un’Italia spaccata in due. Altri numeri eloquenti quelli dei posti in deroga: in Puglia ben 2 mila 869, in Campania 5 mila 390, in Sicilia 2mila 555, in Basilicata 246, in Calabria 360, in Abruzzo 374. Tutti necessari per far fronte alle esigenze scolastiche e solo ad inizio di anno.

E’necessario stabilizzare anche nelle regioni del Sud i posti in deroga, che non possono più essere considerati tali se su di essi lavorano docenti da anni, ma questo non avviene.

E il futuro per i nostri alunni  non sembra migliore: il decreto legislativo a tema inclusione (378), nonostante le modifiche apportate dalle commissioni parlamentari durante i due mesi di discussione, ci sembra sempre un piano di tagli e contrazione delle risorse economiche e di personale.

L’Italia per prima in Europa ha aperto le classi agli studenti disabili ed è tuttora innovativa per questo. L’integrazione sancita nelle buone leggi (L.104/1992 e DPR 24 febbraio 1994), attraverso  le buone prassi quotidiane dei docenti ha trovato la sua realizzazione. E oggi la scuola, che non accoglie solo alunni con disabilità certificata, ma  anche con disturbi specifici di apprendimento, con situazioni psicosociali problematiche, figli di migranti è chiamata ad includere, a valorizzare le differenze. I Nrd dicono “no” all’eliminazione dei gruppi di lavoro (Glho) previsti dall’art.15 della L. 104/92 in ogni classe in cui è presente un alunno con disabilità, “no” ad un unico Git (Gruppo per l’inclusione territoriale) per ambito territoriale chiamato a gestire l’ingestibile, “no” alla sostituzione della Diagnosi Funzionale e del Profilo Dinamico Funzionale con un’unica Valutazione Diagnostico – Funzionale o Profilo di Funzionamento che non prevede alcun periodo di osservazione dell’alunno nel contesto scolastico e “no” al vincolo decennale sul sostegno.

È d’obbligo quindi una virata decisa, fatta di sperimentazioni e percorsi che aumentino la consapevolezza e la condivisione di strategie didattiche inclusive. La prima risorsa a cui attingere è quella umana, mettendo da subito in atto una vera stabilizzazione delle risorse necessarie.

Coordinamento Nazionale
Nastrini Rossi Docenti
Francesca Marsico – Puglia
Francesca Carusi – Abruzzo
Anna Chianese – Campania
Brigida Giurintano – Sicilia
Magda Dalessandri- Basilicata
Rosita Ceraldi – Calabria

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