Riforma sostegno. M5S, no a insegnanti medicalizzati

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"Il governo vuole ridisegnare il ruolo dei docenti di sostegno, ancora oggi considerati cenerentole dell'insegnamento, e si appresta a farlo ancora una volta nel modo sbagliato."

"Il governo vuole ridisegnare il ruolo dei docenti di sostegno, ancora oggi considerati cenerentole dell'insegnamento, e si appresta a farlo ancora una volta nel modo sbagliato."

Di questa idea i parlamentari del Movimento 5 stelle in una comunicazione congiunta. "L'idea – scrivono – di formare insegnanti medicalizzati è completamente fuori dalla logica che andrebbe invece seguita, cioè quella di un'inclusione dello studente disabile che lo faccia sentire parte integrante della classe e non un soggetto con 'problemi'".

"Gli insegnanti di sostegno – continuano – hanno una funzione specifica e delicatissima: la loro è una funzione educativa, per la quale senza dubbio c'è bisogno di una formazione specifica, ma questa non ha nulla a che fare con la 'professionalizzazione' di cui parla il sottosegretario Faraone".

"Quella degli studenti disabili è una problematica che merita un approccio fatto prima di tutto di ascolto, attenzione e disponibilità umana, e di conoscenze pedagogiche. Invece che essere trasformati in medici, gli insegnanti chiedono stabilità, formazione e il giusto riconoscimento, che è l'unico modo per garantire agli studenti disabili quella continuità didattica che oggi manca. L'anno scolastico è ricominciato con 30mila posti per insegnanti di sostegno vacanti e quelli che arriveranno mancheranno di un'adeguata formazione: questa è la vera emergenza a cui il governo dovrebbe far fronte", concludono

Riforma sostegno, docenti curriculari valutati su qualità inclusione. Docente sostegno sarà un tutor. 20 ore formazione per chi ha BES e H in classe. Il testo

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