Riforma sostegno, Gallo (M5S): rischio deportazione docenti. Su riforma 0-6 rischio privatizzazione

di redazione
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Sulle deleghe interviene l’Onorevole Luigi Gallo con un lungo post su FaceBook che affronta alcuni degli argomenti caldi di questi giorni.

Ecco cosa scrive l’On Gallo

La delega che riguarda gli insegnanti di sostegno per gli STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI ci preoccupa per il possibile depotenziamento degli attuali insegnanti e per le possibili riduzioni di risorse per il comparto. La medicalizzazione da sostituire all’educazione è un rischio non da poco. Secondo voi dovremmo avere fiducia delle riforme di una maggioranza che secondo il dossier di tuttoscuola.com ha prodotto l’effetto che negli ultimi tre mesi 60 mila docenti di sostegno hanno cambiato posto, con la conseguenza che il 43% dei ragazzi disabili ha cambiato insegnante?

Grave sono i passi compiuti da questa maggioranza nei confronti dei diplomi professionali svuotati di TITOLO PROFESSIONALE, garantendo così alle imprese l’impiego gratuito di studenti per i tirocini e allontanando gli studenti dal lavoro. L’unico obiettivo raggiunto, insieme alle 400 ore di alternanza scuola-lavoro obbligatoria è di avvicinare i giovani ad un terreno di sfruttamento indeterminato nel mondo del lavoro verso un modello in cui si lavora sempre di più gratis.

La delega sulla VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI è un occasione persa per non aver eliminato la bocciatura all’elementari e non aver sostituito i voti con un modello serio concentrato sui veri apprendimenti di ogni individuo. Il clamoroso errore di piegare la scuola italiana sulla valutazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro dipinge una società voluta dal governo sempre più piegata sui valori di mercato che su quelli della vita.

Il SISTEMA INTEGRATO 0-6 è quello che preoccupa di più per la possibile privatizzazione del settore su tutto il territorio nazionale. Era priorità investire sulla creazione di ASILI NIDO STATALI che il governo ha solo annunciato. E’ priorità dare una risposta a tutti i precari storici della scuola dell’infanzia che possono potenziare il servizio educativo nei comuni dove è totalmente assente. Ancora una volta si rischia una riforma che chiedono i finanziatori dei partiti e non i cittadini, il popolo sovrano.

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