Riforma sostegno, Anief: approvata ma mancano decreti attuativi e stabilizzazione organico

Messaggio sponsorizzato

item-thumbnail

Comunicato ANIEF – Il decreto legislativo sull’inclusione scolastica è stato pubblicato in Gazzetta: si tratta delle modifiche al D.Lgs del 13 aprile 2017, n. 66, recante: Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107 – contiene la nuova normativa sull’assegnazione delle ore di sostegno agli alunni disabili (da decidere anche d’intesa con le famiglie), la quale prevede la redazione di un rinnovato Piano didattico individualizzato, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe guardare con maggiore attenzione alle caratteristiche del singolo studente.

Sono molti, però, i punti mancanti nel decreto di riforma. Marcello Pacifico (Anief): Appena si tornerà in classe, purtroppo moltissimi genitori e insegnanti scopriranno che le ore assegnate agli alunni disabili sono meno rispetto a quelle indicate nel Pei. Per questo, il nostro sindacato si opporrà presso gli Usr e chiederà al Tar il commissariamento di quelli che non hanno fatto rispettare i diritti degli allievi più bisognosi di attenzione.

Con l’adozione del decreto, già approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri e che entrerà in vigore dal 12 settembre prossimo, avranno una nuova conformazione le commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: con le nuove norme, “saranno – spiega Orizzonte Scuola – sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Anche i genitori e, dove possibile, se maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno. Nascono i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione”. Il problema, conclude la rivista specializzata, è che “mancano ancora i decreti attuativi”. E non è una mancanza da poco.

Il rischio di vanificare tutto

A farlo notare, solo alcuni giorni fa, era stato anche il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano: intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, ha detto che il decreto inclusione rimane ad oggi orfano delle “misure di accompagnamento”, ad iniziare dalla “formazione del personale scolastico alla luce del profondo rinnovamento del piano educativo individualizzatoDall’altro non sono partiti i gruppi territoriali per l’inclusione che prevedevano l’esonero della docenza per circa 450 insegnanti, gli “esperti” che avrebbero dovuto aiutare le scuole a elaborare il piano di inclusione degli alunni“. Il sottosegretario ha quindi ricordato che si è “lavorato 7, 8 mesi sul tema dell‘inclusione degli alunni con disabilità“: si è trattato di “un impegno che ha visto il governo e me in prima linea“ e quando “mancava pochissimo per organizzare tutto prima dell’inizio dell’anno scolastico” si rischia ora il naufragio: sarebbe “un vero danno, perché – conclude – il decreto è una rivoluzione copernicana“.

I rischi attuali

Anief conferma che senza i decreti di attuazione, le correzioni alla riforma prevista dal decreto legislativo 66 del 2017 non potranno di fatto entrare in vigore. Certamente quello della mancata formazione del personale è un danno rilevante, soprattutto perché è dall’estate del 2005, dall’approvazione della cosiddetta Buona Scuola di Renzi, che aspettiamo di vedere tutti i lavoratori – non solo i docenti – che operano nelle scuole, accedere ad un piano formativo propedeutico alle modalità di trattamento e di supporto degli alunni portatori di disabilità.

Ma senza decreti attuativi, non potrà vedere la luce nemmeno il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori dell’alunno con disabilità, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con l’alunno stesso, nonché con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare e con un rappresentante designato dall’Ente Locale: un organismo specializzato che avrebbe anche avuto il compito di redigere il Pei e la quantificazione di ore di sostegno.

 Allo stesso modo, non troverà attuazione la nuova assegnazione delle ore di sostegno, da concordare “d’intesa con le famiglie” e “dove possibile, se maggiorenni”, con “gli stessi alunni con disabilità”, i quali, si legge nelle modifiche approdate in G.U., “potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno”. A rischio applicazione sono quindi i nuovi Piani didattici individualizzati. Oltre che alla nuova composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica, con la presenza di un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia del discente disabile.

Infine, non si formeranno i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti introdotto per dare supporto alle scuole nella redazione del Pei e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione, oltre che per verificare la congruità della richiesta complessiva dei posti di sostegno richiesti dal dirigente scolastico all’Usr.

Il decreto inclusione doveva essere ben diverso

Secondo Anief, tra le nuove disposizioni sul sostegno ai disabili mancano diversi punti: non c’è, prima di tutto la trasformazione dell’organico di fatto dei docenti di sostegno in organico di diritto, oltre che la stabilizzazione dell’organico addetto ai servizi di assistente all’autonomia e alla comunicazione. In mancanza di una norma cogente, continuerà poi a mancara l’esatta attribuzione delle ore di sostegno indicate nel Pei. Bisognava poi introdurre il limite tassativo di 20 studenti per classe, in moda da garantire la necessaria personalizzazione degli interventi didattici e una più efficace azione inclusiva del corpo docente e di tutti gli altri membri della comunità educante scolastica.

E l’aumento di spesa derivante dal maggior numero di classi da formare avrebbe compensato dalla generale diminuzione degli alunni iscritti negli istituti di ogni ordine e grado: 70 mila in meno dal 1° settembre prossimo, rispetto al 2018, e sulla base dei dati Istat sulla natalità, ben 370 mila in meno nel prossimo quinquennio. Nel decreto inclusione, poi, non c’è traccia dell’adeguamento della dotazione organica del personale Ata, assieme all’assegnazione di risorse adeguate per la formazione sempre di amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, eppure coinvolti attivamente alla realizzazione degli obiettivi posti.

Il commento del presidente Anief

“Si fa un gran parlare del decreto inclusione, ma – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non si ricorda che senza un corpo docente sicuro e stabile ogni novità introdotta è destinata ad incidere davvero poco. Quello che continua ad accadere è che il fabbisogno stimato con l’organico di ogni regione non corrisponde alle esigenze effettive. Con conseguente negative sul fronte delle ore di sostegno settimanali concesse agli alunni. Eppure, il Tar della Sicilia proprio quest’anno ha imposto al Miur, con la sentenza 140/19, di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno dell’isola: è stata una presa di posizione importante, perché va a minare l’odiosa pratica delle deroghe, della logica del risparmio avviata con la Legge Carrozza 128 del 2013, applicate proprio agli alunni che invece avrebbero più bisogno”.

“Non ottemperando alla richiesta dei giudici – continua Pacifico -, il ministero dell’Istruzione ha continuato a conferire le supplenze su posti di sostegno in deroga, con i numeri che stanno assumendo proporzioni sempre più preoccupanti: quest’anno si supererà la soglia delle 50 mila cattedre in deroga, a cui se ne aggiungeranno anche almeno altre 10 mila collocate in organico di diritto. Con l’annoso problema dell’assegnazione dei posti a personale precario non specializzato, considerando che i corsi di specializzazione sono ancora in corso, che si andrà inevitabilmente ad acuire: si prevede che addirittura l’80 per cento delle cattedre libere verranno assegnate a supplenti non specializzati. Ed in contemporanea, non sembra vero ma è così, gli insegnanti specializzati e formati non vengono immessi in ruolo”.

L’azione dell’Anief

Per dire no a questo stato di cose, Anief ha presentato un emendamento all’articolo 28 dell’ultima Legge di Stabilità, ha inoltre impugnato lo schema di decreto ministeriale sugli organici sul sostegno, proprio a seguito della sentenza n. 140/19 del Tar della Sicilia, tanto da accingersi a commissariare l’Usr dell’Isola a tutti gli Uffici Scolastici Regionali che si discostano dagli esiti di quella sentenza. Il sindacato si sta facendo promotore di ricorsi, presentati per iniziativa di famiglie ma anche da docenti e dirigenti, attraverso i quali si chiede l’assegnazione corretta del monte orario settimanale di cui hanno diritto gli alunni disabili, previsto dal Pei, oltre che l’attivazione di contenziosi specifici finalizzati ad aumentare la previsione dei posti di sostegno.

Torna “Sostegno, non un’ora in meno!”

Anief, infine, rammenta che pure per il prossimo anno scolastico attiverà l’iniziativa gratuita ‘Sostegno, non un’ora in meno!’: il sindacato fornirà alle famiglie che prenderanno contatto con i suoi referenti, le istanze di accesso agli atti da richiedere all’indirizzo email [email protected]; dallo stesso indirizzo riceveranno, inoltre, tutte le istruzioni necessarie per presentare alla scuola le richieste di coretto monte orario settimanale.

Versione stampabile
Argomenti: