Riforma. Sistema 0-6, nuovo meccanismo di abilitazione, inclusione alunni con disabilità, diritto allo studio. Tutto entro gennaio 2017?

di Nino Sabella
ipsef

Nei giorni scorsi, il sottosegretario Faraone, in occasione della presentazione del rapporto sulle prove Invalsi , ha affermato che entro gennaio 2017 saranno attuate le deleghe previste dalla legge n.107/2015 , relativamente alle quali ci saranno molte importanti novità.

Nei giorni scorsi, il sottosegretario Faraone, in occasione della presentazione del rapporto sulle prove Invalsi , ha affermato che entro gennaio 2017 saranno attuate le deleghe previste dalla legge n.107/2015 , relativamente alle quali ci saranno molte importanti novità.

Le parole del Sottosegretario corrispondono al vero sicuramente per la quantità, considerate le numerose deleghe previste dalla citata legge, tuttavia bisognerà analizzarne il contenuto per poter esprimere un giudizio di merito.

Su cosa dovrà legiferare il Governo? Quali novità dovremo attenderci? Su quali materie?

Le risposte ai quesiti suddetti sono fornite dai commi 180-185 della citata legge.

Il comma 181 elenca le materie sulle quali il Governo è chiamato legiferare con uno o più decreti legislativi, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di Riforma .

Si tratta di numerose e "pesanti" deleghe, che potrebbero incidere in maniera notevole sul nostro sistema di Istruzione, con risvolti positivi o negativi relativi ad aspetti di fondamentale importanza quali la formazione e il reclutamento dei docenti della scuola secondaria, il ruolo dell'insegnante di sostegno, gli esami di stato, il diritto allo studio, l'istruzione professionale… 

Illustriamo quali sono le suddette deleghe e le indicazioni , fornite per ciascuna di esse dal succitato comma, che il Governo deve seguire nell'adozione degli appositi decreti .

A) RIORDINO DELLE DISPOSIZIONI NORMATIVE IN MATERIA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE
La prima delega, che incontriamo leggendo il comma 181 della legge n.107/15, riguarda la legislazione scolastica, che deve essere riorganizzata ai fini della semplificazione e deve essere adeguata alla giurisprudenza costituzionale e dell'UE.

Detto riordino deve avvenire attraverso una serie di azioni descritte nella succitata lettera, in base alla quale: si deve redigere un nuovo testo unico, che riunisca le disposizioni del D.L.vo 297/94 e di altri fonti normative in materia d'istruzione; si devono organizzare le leggi in materia d'istruzione per materie omogenee, sulla base del contenuto precettivo di ciascuna di esse; si deve integrare e modificare il dettato normativo per adeguarlo al quadro giuridico nazionale e dell'UE e renderlo logico, coerente e sistematico; si devono infine indicare esplicitamente le leggi abrogate.

B) ADEGUAMENTO E SEMPLIFICAZIONE DEL SISTEMA DI FORMAZIONE INIZIALE E ACCESSO AI RUOLI DI DOCENTE DELLA SCUOLA SECONDARIA

La delega affida al Governa il compito di definire un nuovo sistema di formazione e reclutamento dei docenti della scuola secondaria, relativamente al quale riproponiamo un nostro articolo appositamente dedicato:

Diventare insegnanti della Buona Scuola del futuro: laurea + concorso + tirocinio triennale

C) PROMOZIONE DELL'INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI STUDENTI CON DISABILITA' E RICONOSCIMENTO DELLE DIFFERENTI MODALITA' DI COMUNICAZIONE

La delega, ai fini di cui sopra, prevede: la ridefinizione del ruolo del docente di sostegno tramite percorsi universitari ad hoc; la continuità didattica da garantire allo studente assegnandogli lo stesso docente per l'intero ordine o grado d'Istruzione; l'individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni  scolastiche, sanitarie e sociali, che devono essere garantite dai diversi soggetti istituzionali, ciascuno secondo le proprie rispettive competenze; la previsione di nuovi indicatori per l'autovalutazione e la valutazione dell'inclusione scolastica; nuove modalità e criteri per la certificazione, il cui fine deve essere quello di individuare le abilità residue al fine di poterle sviluppare, attraverso percorsi realizzati in team da tutti gli specialisti di strutture pubbliche, private o convenzionate che seguono gli alunni riconosciuti disabili; la revisione e la razionalizzazione degli organismi operanti a livello territoriale per il supporto all'inclusione; la previsione dell'obbligo della formazione in servizio sugli aspetti pedagogico-didattici e organizzativi dell'integrazione scolastica per docenti e dirigenti, sull'assistenza di base e sugli aspetti organizzativi ed educativo-relazionali, relativi al processo di integrazione scolastica, per il personale ATA; la previsione della garanzia dell'istruzione domiciliare per gli alunni che si trovano nelle condizioni di cui all'articolo 12, comma 9, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

D)  REVISIONE DEI PERCORSI DELL'ISTRUZIONE PROFESSIONALE E RACCORDO CON I PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE

Al fine di cui sopra, il Governo deve procedere ad una ridefinizione degli indirizzi, articolazioni e opzioni dell'istruzione professionale e deve, inoltre, potenziare le attività didattiche laboratoriali, soprattutto nel primo biennio, anche attraverso una rimodulazione, a parita' di tempo scuola, dei quadri orari degli indirizzi.

E) ISTITUZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI EDUCAZIONE E ISTRUZIONE DALLA NASCITA FINO A SEI ANNI, COSTITUITO DAI SERVIZI EDUCATIVI PER L'INFANZIA E DALLE SCUOLE DELL'INFANZIA

Questa delega, come quella relativa al sostegno, è stata ed è al centro del dibattito sulla Riforma, per le preoccupazioni dei docenti della scuola dell'infanzia, timorosi di poter vedere mutato il loro stato giuridico, per le difficoltà legate alla situazione degli enti locali, responsabili dei servizi per l'infanzia, e per la paura che la scuola dell'infanzia venga esclusa dal primo ciclo d'istruzione. Tali preoccupazioni, tuttavia, non dovrebbero concretizzarsi, come hanno ribadito più volte esponenti del Governo stesso.

La delega prevede l'istituzione di un sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni, costituito dai servizi educativi per l'infanzia (ossia gli asili nido) e dalle scuole dell'infanzia, allo scopo di garantire parità opportunità educative, superando quindi qualsiasi ostacolo sia di natura sociale che economica, e la continuità tra i vari servizi educativi e scolastici.

Ai fini di cui sopra, bisogna: definire i livelli essenziali delle prestazioni per entrambi i settori dedicati all'infanzia; generalizzare la scuola dell'infanzia; rendere obbligatoria la formazione universitaria per il personale dei servizi educativi per l'infanzia (per la scuola dell'infanzia lo è già) e la formazione continua del personale dell'uno e dell'altro settore; diversificare gli standard strutturali, organizzativi e qualitativi dei servizi educativi per l'infanzia e della scuola dell'infanzia, in base alla tipologia, all'eta' dei bambini e agli orari di servizio, prevedendo tempi di compresenza del personale dei servizi educativi per l'infanzia e dei docenti di scuola dell'infanzia e il riferimento alle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione; definire le funzioni e i compiti delle Regioni e degli Enti locali al fine di potenziare la ricettivita' dei servizi educativi per l'infanzia e la qualificazione del sistema integrato; escludere i servizi educativi per l'infanzia e delle scuole dell'infanzia dai servizi a domanda individuale; prevedere il cofinanziamento, da parte dello Stato con trasferimenti diretti o con la gestione diretta delle scuole dell'infanzia e da parte delle Regioni e degli Enti locali, al netto delle entrate da compartecipazione delle famiglie utenti del servizio; approvare e finanziare un piano di azione nazionale per la promozione del sistema integrato; coprire i posti della scuola dell'infanzia per l'attuazione del citato piano anche avvalendosi della graduatoria a esaurimento per il medesimo grado di istruzione; promuovere la costituzione di poli per l'infanzia per bambini di eta' fino a sei anni, anche aggregati a scuole primarie e istituti comprensivi; istituire un'apposita commissione con compiti consultivi e propositivi, composta da esperti nominati dal Miur, dalle Regioni e dagli Enti locali.

E' evidente che si tratta di una delega complessa che, per essere attuata, necessita di numerosi interventi e la coordinazione tra Stato ed Enti locali, con tutto ciò che ne consegue anche dal punto di vista finanziario.

F) GARANZIA DELL'EFFETTIVITA' DEL DIRITTO ALLO STUDIO SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE E POTENZIAMENTO DELLA CARTA DELLO STUDENTE

La delega si propone di garantire il diritto allo studio su tutto il territorio nazionale, nel rispetto delle competenze delle Regioni in materia, tramite la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, sia in relazione ai servizi alla persona, prestando particolare attenzione alle condizioni di disagio, sia in relazione ai servizi strumentali.

La stessa delega prevede il potenziamento della Carta dello studente,tenuto conto del sistema pubblico per la gestione dell'identita'digitale. La Carta deve attestare lo status di studente e rendere possibile l'accesso a programmi relativi a beni e servizi di natura culturale, a servizi per la mobilita' nazionale e internazionale, ad ausili di natura tecnologica per lo studio e l'acquisto di materiale scolastico, nonche' la possibilita' di associare funzionalita' aggiuntive per strumenti di pagamento attraverso borsellino elettronico.

G)PROMOZIONE E DIFFUSIONE DELLA CULTURA UMANISTICA, VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO E DELLA PRODUZIONE CULTURALE, MUSICALE, TEATRALE, COREUTICA E CINEMATOGRAFICA E SOSTEGNO ALLA CREATIVITA' CONNESSA ALLA SFERA ESTETICA

La delega, ai fini di cui sopra, prevede di: potenziare la formazione nel settore delle arti nel curricolo delle scuole di ogni ordine e grado, compresa la prima infanzia, nonche' realizzare un sistema formativo della professionalita'degli educatori e dei docenti in possesso di specifiche abilitazioni e di specifiche competenze artistico-musicali e didattico-metodologiche; potenziare l'offerta formativa extrascolastica negli ambiti artistico, musicale, coreutico e teatrale anche in funzione dell'educazione permanente; potenziare e riequilibrare la presenza di scuole secondarie di I grado ad indirizzo musicale, aggiornare l'offerta formativa anche ad altri settori artistici nella scuola secondaria di I grado e avviare poli, nel primo ciclo di istruzione, a orientamento artistico e performativo; rafforzare la presenza delle arti nel secondo ciclo di istruzione; potenziare i licei musicali, coreutici e artistici promuovendo progettualita' e scambi con gli altri Paesi europei; armonizzare i percorsi formativi di tutta la filiera del settore artistico-musicale, con particolare attenzione al percorso pre-accademico dei giovani talenti musicali, anche ai fini dell'accesso all'alta formazione artistica, musicale e coreutica e all'universita'; incentivare le sinergie tra i linguaggi artistici e le nuove tecnologie valorizzando le esperienze di ricerca e innovazione; supportare scambi e collaborazioni artistico-musicali tra le diverse istituzioni formative sia italiane che straniere, finalizzati anche alla valorizzazione di giovani talenti; promuovere l'unitarietà degli obiettivi nell'attivita' dei soggetti preposti alla promozione della cultura italiana all'estero.

H) REVISIONE, RIORDINO E ADEGUAMENTO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI ISTITUZIONI E INIZIATIVE SCOLASTICHE ALL'ESTERO

La delega si propone di realizzare un effettivo coordinamento tra il MAECI e il Miur  nella gestione della rete scolastica e della promozione della lingua italiana all'estero. A tale fine, è necessario: definire criteri e modalità di selezione, destinazione e permanenza in sede del personale docente e amministrativo; rivedere le retribuzioni del personale docente e amministrativo; prevedere la disciplina delle sezioni italiane all'interno di scuole straniere o internazionali; rivedere la disciplina dell'insegnamento di materie obbligatorie secondo la legislazione locale o l'ordinamento scolastico italiano da affidare a insegnanti a contratto locale.

I) ADEGUAMENTO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI VALUTAZIONE E CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE DEGLI STUDENTI, NONCHE' DEGLI ESAMI DI STATO, ANCHE IN RACCORDO CON LA NORMATIVA VIGENTE IN MATERIA DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

Ultima delega affidata al Governo dalla succitata legge riguarda, appunto, l'adeguamento della valutazione e certificazione delle competenze degli allievi e degli esami di Stato, relativamente ai quali si è espresso il sottosegretario Faraone, secondo il quale si sta pensando, proprio in fase di attuazione della delega, all'abolizione delle prove Invalsi dall'esame conclusivo del primo ciclo, prove che dovrebbero essere comunque somministrate nel corso dell'anno scolastico, considerata la loro funzione di monitoraggio dell'azione della scuola.

La delega prevede la revisione delle modalità di valutazione e certificazione delle competenze degli allievi del primo ciclo di istruzione, al fine di evidenziare la funzione formativa e di orientamento della valutazione; prevede, inoltre, la revisione delle modalita' di svolgimento degli esami di Stato della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Le deleghe sopra illustrate sono numerose e di notevole importanza, tali da introdurre considerevoli novità nel nostro sistema di istruzione e formazione. L'iter, che condurrà alla loro attuazione, è sicuramente complesso e richiederà un lasso di tempo non certo breve.

Al momento non abbiamo elementi conoscitivi riguardo allo stato dei lavori, sebbene il sottosegretario Faraone abbia affermato che le deleghe saranno attuate entro gennaio 2017, quindi dovrebbero entrare in vigore nell'a.s. 2017/18. Sarebbe, comunque, auspicabile che il Miur fornisse indicazioni in merito anche per eventuali osservazioni e suggerimenti da parte degli addetti ai lavori, in modo da porre in essere provvedimenti quanto più possibile condivisi e, conseguentemente, difficilmente contestabili.

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