Riforma scuola. Risarcimenti da 2,5 a 10 mensilità per abuso di precariato, anche a docenti di ruolo

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La bozza di quello che potrebbe essere il DDL da presentare martedì 10 marzio in Consiglio dei Ministri presenta un interessante punto: indennizzo relativo a precedenti contratti a tempo determinato.

La bozza di quello che potrebbe essere il DDL da presentare martedì 10 marzio in Consiglio dei Ministri presenta un interessante punto: indennizzo relativo a precedenti contratti a tempo determinato.

Tale indennizzo, se la norma sarà ancora presente nel DDL e sarà approvata secondo la formulazione proposta, potrebbe spettare ai docenti che si trovino nelle seguenti condizioni:

  • aver stipulato, con l'Amministrazione scolastica statale, contratti annuali a tempo determinato su posti vacanti e disponibili di durata complessivamente superiore a 36 mesi

Quale risarcimento per questo abuso di precariato?

  • 2,5 mensilità per contratti di durata complessiva di servizio prestato tra 3 e 5 anni
  • 6 mensilità tra 5 e 10 anni
  • 10 mensilità per durata servizio su posti vacanti e disponibili superiore a 10 anni

N.B. Gli importi sono da intendersi al lordo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche

Per gli insegnanti che verranno assunti a tempo indeterminato dal 1° settembre 2015 gli importi lordi sono ridotti alla metà.

Il risarcimento avverrà dietro presentazione di apposita istanza.

I ricorsi. Secondo quanto indicato nella bozza, tali disposizioni si applicano a tutti i giudizi promossi da soggetti che si trovino nelle condizioni esposte.

Una situazione che potrebbe ripetersi nel tempo?

No, secondo il Ministero, che mette nero su bianco: " La durata dei contratti a tempo determinato del personale scolastico per la copertura di posti vacanti e disponibili nelle istituzioni scolastiche ed educative statali, non può essere superiore a 36 mesi, anche non continuativi. "

Cosa accadrà dopo i 36 mesi di supplenza? L'assunzione a tempo indeterminato? Più verosimile invece il passaggio obbligato del concorso, che dovrà avere cadenza triennale (dal 2016 riservato solo ai docenti in possesso d abilitazione) con quota riservata per chi ha svolto tale tipologia di supplenza.

Si attendono adesso le decisioni del Parlamento.

Lo speciale di OrizzonteScuola.it su La Buona Scuola

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