Riforma Scuola non riconosce rapporto funzionale tra DSGA e DS

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Agata Scarafilo,  Giornalista e DSGA – Non si può più parlare di “dimenticanza” del personale ATA nella legge “La Buona Scuola”, ma della precipua volontà di tagliarli fuori.

Agata Scarafilo,  Giornalista e DSGA – Non si può più parlare di “dimenticanza” del personale ATA nella legge “La Buona Scuola”, ma della precipua volontà di tagliarli fuori.

In particolare, desta non poche perplessità l’espressa volontà di decapitare delle proprie funzioni i Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi ai quali, con la bocciatura dell’emendamento proposto dall’onorevole Nicola Ciracì alla vigilia dell’approvazione della legge (seduta 457 del 8 luglio scorso), non si è voluto riconoscere loro il rapporto funzionale con i Dirigenti Scolastici.

Con la clamorosa bocciatura dell’emendamento, che infondo non faceva altro che richiamare alla memoria quel rapporto professionale imprescindibile che lega, di fatto e di diritto, il DS e il DSGA nel mondo della scuola (è possibile visionare intervento alla Camera collegandosi al link: http://webtv.camera.it/evento/8162), si chiude definitivamente la partita.

Come si ricorderà, l’on. Ciracì (FI-PDL), sin dall’inizio di questo tormentato travaglio legislativo, aveva accolto l’appello di un cospicuo gruppo di personale ATA (capeggiato dalla scrivente DSGA Agata Scarafilo) che, all’indomani della pubblicazione del DdL, si fece promotore di una proposta di emendamenti che arrivò in Commissione Cultura (http://www.orizzontescuola.it/news/no-alla-buona-scuola-senza-ata-emendamenti-al-ddl-scuola).

Una collaborazione tra DS e DSGA che, all’insegna della tanto decantata efficienza ed efficacia del servizio scolastico, è stata l’elemento trainante e motivante, insieme ai docenti e agli organi collegiali, per realizzare, in questi anni di “Autonomia scolastica”, il migliore e soprattutto corretto utilizzo delle strutture e delle risorse umane, economiche e professionali: la vera “Buona Scuola”.

Dunque, dopo la bocciatura dell’emendamento in parola, non si può più parlare di dimenticanza o di una disattenzione, ma della precipua volontà prima del Governo e dopo del Parlamento di spogliare il DSGA della funzione basilare che invece di fatto lo caratterizza nel suo ruolo e che lo porta, in ottemperanza alle prescrizioni di legge, a coadiuvare il DS nello svolgimento delle funzioni organizzative e amministrative della scuola.

Oggi, ci si è invece contraddetti anche ad intra smentendo nei fatti lo stesso Documento che, sottoscritto il 3 settembre 2014, anticipava un progetto innovativo e che con il titolo “La Buona Scuola – Facciamo crescere il Paese” evidenziava correttamente a pagina 69 che il “Dirigente Scolastico avrebbe avuto bisogno di una squadra intorno a lui, a partire dalla collaborazione stretta e produttiva del Direttore Servizi Generali e Amministrativi”.

Il 9 luglio si è scritta, così, una brutta pagina del profilo di Direttore SGA e con esso di tutto il personale ATA (Assistenti Amministrativi, Tecnici e Collaboratori Scolastici).

Un ruolo che vede il DSGA, per legge e per contratto, sovrintende con autonomia operativa, nell’ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi e ai servizi generali dell’istituzione scolastica, coordinando il relativo personale e assumendo funzioni di direzione dei servizi di segreteria. Inoltre, il DSGA ha responsabilità fiscale e patrimoniale ed è, congiuntamente al DS, firmatario di numerosi atti, mandati, reversali, scritture contabili, retribuzioni, certificazioni e rendicontazioni.

Insomma, tutto questo non ci sarà più? Ma che! Le responsabilità sono riamaste immutate nella forma e nella sostanza, invece sarà, giocoforza, il lavoro che inevitabilmente crescerà di pari passo a quell’intensificazione che, con una legge ad hoc, è stata riconosciuta al DS.

Diciamola tutta! Il vero problema non è di natura giuridica, ma economica.

Riconoscere in questa fase un ruolo al DSGA significa riconoscere un’adeguata retribuzione e forse questo non era il momento ideale se, in un modo o nell’altro, poteva andare ad inficiare il contentino economico dato ai Dirigenti Scolastici che, rilegati all’Area V, mai più passeranno nella tanto desiderata “Area della Dirigenza Pubblica” (D.d.L. 1577 approvato dal

Senato della Repubblica).

Anche questa è “La Buona Scuola”!

 

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