Riforma scuola. GdF, “No aumento per docenti mediamente bravi? Meglio demerito per i docenti non adeguati”

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Critiche al sistema meritocratico messo a punto da Renzi nella sua riforma anche dai Dirigenti scolastici del Gruppo di Firenze, che propongono un’alternativa. Vediamola insieme.

Critiche al sistema meritocratico messo a punto da Renzi nella sua riforma anche dai Dirigenti scolastici del Gruppo di Firenze, che propongono un’alternativa. Vediamola insieme.

Le critiche avanzate sono quelle che saltano agli occhi di tutti, che il sistema di stanziare risorse per il 66% dei docenti è iniquo e crea disparità di trattamento tra i docenti.

Critiche anche alla terminologia utilizzata nelle linee guida "La Buona scuola", che indica i docenti non rientranti nel 66% come "mediamente bravi", un modo garbato, dicono i dirigenti nel documento inviatoci in redazione, per definire "gli esclusi dagli aumenti".

Una profonda critica che si estende anche alla volontà da parte del Governo di innescare un meccanismo di mobilità per i docenti esclusi dagli scatti stipendiali, che dovrebbero, secondo chi ha elaborato il piano, spostarsi verso scuole peggiori per poter aspirare ad un aumento di stipendio.

Il documento del GdF si chiede quanto "appeal avrebbe la prospettiva di andarsi a cercare le scuole peggiori, per poter guadagnare, dopo tre anni, sessante euro in più", senza contare che nelle scuole peggiori dovremmo inviare i docenti migliori e non certo i "mediamente bravi".

Quindi, i dirigenti in questione ritengono assolutamente sbagliato eliminare gli scatti di anzianità, sarebbe l’unico caso in Europa, criterio che se non è garanzia di miglioramento, non si può negare il valore dell’esperienza.

La proposta correttiva che il Gruppo di Firenze avanza, vuole, dunque, il mantenimento degli scatti stipendiali per anzianità ed un meccanismo di demerito in base alla gravità dei comportamenti degli insegnanti. Da quelli inadeguati, per cui bisogna prevedere il licenziamento, ai docenti che non adempiono ai doveri professionali, per cui si può prevedere un mancato scatto stipendiale o una decurtazione.

Il tutto a seguito di una forma di valutazione periodica che certifichi un livello sufficiente o meno di professionalità

Professionalità dimostrata che dovrebbe essere anche la porta per l’accesso agli incarichi retribuiti.

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