Riforma scuola. Maggioranza discute se spacchettare assunzioni. Scheda riassuntiva: dal potere dei presidi, alle deleghe

di redazione
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Prosegue oggi, nelle commissioni riunite Cultura e Istruzione di Camera e Senato, l'indagine conoscitiva sul ddl Buona scuola in esame. Le audizioni (circa 80) proseguiranno per tutta la settimana, fino a venerdì mattina e l'esame del provvedimento in sede referente dovrebbe iniziare dopo il 13 aprile.

Prosegue oggi, nelle commissioni riunite Cultura e Istruzione di Camera e Senato, l'indagine conoscitiva sul ddl Buona scuola in esame. Le audizioni (circa 80) proseguiranno per tutta la settimana, fino a venerdì mattina e l'esame del provvedimento in sede referente dovrebbe iniziare dopo il 13 aprile.

All'interno della maggioranza – a quanto si apprende – si continua a discutere sull'ipotesi di 'spacchettamento' del testo: l'ipotesi è quella di inserire la prima parte sulle assunzioni dei docenti, in un provvedimento a parte da approvare entro metà maggio. La restante parte verrebbe esaminata con più calma e approvata entro l'estate.

DALL'ORGANICO AUTONOMIA ALLO 'SCHOOL BONUS', PASSANDO PER I POTERI DEI PRESIDI

Il ddl è stato presentato dal governo il 27 marzo e introduce modifiche all'autonomia scolastica 'incrementando – si legge nella relazione illustrativa – le risorse umane, materiali e finanziarie'. In particolare, prevede: IL PIANO TRIENNALE

Il ddl disciplina l'istituzione dell'organico dell'autonomia, che sarà composto da posti comuni, posti di sostegno e posti per il potenziamento dell'offerta formativa. Prevede anche l'introduzione della programmazione triennale dell'offerta formativa: nel Piano triennale (che si aggiungerà al Pof annuale) le scuole indicheranno le infrastrutture e le attrezzature materiali e i docenti di cui hanno bisogno per l'aumento dell'offerta formativa. Il Piano sarà elaborato dal preside sentiti il collegio dei docenti e il consiglio di istituto.

Gli obiettivi, si legge sempre nella relazione illustrativa, sono il potenziamento dell'insegnamento linguistico in italiano e in inglese, tramite l'utilizzo della metodologia Clil (Content and language integrated learning), il potenziamento delle competenze matematiche, logiche e scientifiche, di musica e arte, diritto ed economia, digitali, e lo sviluppo delle discipline motorie.

E ancora: la riforma ha l'obiettivo di potenziare l'apertura pomeridiana delle scuole, il contrasto della dispersione scolastica e della discriminazione, l'incremento dell'alternanza scuola-lavoro, la riduzione del numero di alunni per classe, l'alfabetizzazione e il perfezionamento della lingua italiana per stranieri. Viene previsto, infine, l'incremento del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche per 126 milioni di euro annui dal 2016 al 2021.

Per quanto riguarda l'organico dell'autonomia, la riforma stabilisce che i ruoli dei docenti saranno regionali e si articoleranno in albi territoriali, suddivisi in sezioni separate per gradi di istruzione, classi di concorso, tipologie di posti. Le nuove norme sull'iscrizione negli albi non si applicherà ai docenti già assunti a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore del provvedimento, salvo che in caso di mobilità territoriale e professionale.

Per consentire alla costituzione dell'organico, il governo ha previsto per l'anno scolastico 2015/2016, un piano straordinario di assunzioni di docenti a tempo indeterminato, rivolto ai vincitori del concorso del 2012 e agli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, che presentino domanda. Dunque l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola statale – a eccezione di quello degli asili e del personale educativo – avverrà esclusivamente mediante concorsi per titoli ed esami. Le graduatorie resteranno valide per non più di 3 anni.

Durante il periodo di formazione e prova, cui sarà subordinata l'effettiva immissione in ruolo, i professori dovranno svolgere almeno 120 giorni di attività didattiche. La valutazione sarà effettuata dal preside della scuola, anche con visite e ispezioni in classe. In caso di valutazione negativa, il dirigente provvederà alla dispensa dal servizio con effetto immediato, senza obbligo di preavviso.

La formazione in servizio sarà obbligatoria e definita dalle scuole sulla base delle priorità indicate nel Piano nazionale di formazione – che sarà adottato ogni tre anni – nonché in coerenza con i Piani di miglioramento adottati nell'ambito della fase di autovalutazione. Inoltre, è prevista l'istituzione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo – che ha un valore nominale di 500 euro annui – da utilizzare per acquisti o iniziative di carattere culturale.

Infine, sempre per i docenti, disegno di legge prevede l'istituzione, dal 2016, di un fondo per la valorizzazione del merito. Le risorse, ripartite su base territoriale, saranno assegnate dal preside, sulla base della valutazione dell'attività didattica di ogni insegnante.

Con il ddl vengono rafforzate le funzioni dei dirigenti scolastici, ai quali spetterà proporre gli incarichi ai docenti iscritti negli albi territoriali. Una volta predisposto il Piano triennale, infatti, i presidi sceglieranno il personale da assegnare ai posti riservati all'organico dell'autonomia.

Gli incarichi di docenza, inseriti negli albi, saranno triennali e rinnovabili.

PER L'ANNO SCOLASTICO 2015/2016 Per il prossimo anno scolastico, il disegno di legge prevede una deroga all'attuazione del Piano triennale che entrerà a regime nel 2016/2017. Dunque per la determinazione del fabbisogno organico, il dirigente scolastico 'provvederà all'immediata predisposizione di una stima del fabbisogno necessario', scegliendo i docenti dagli albi territoriali.

PER SUPPLENZE CONTRATTI MAX PER 3 ANNI Per quanto riguarda il personale a tempo determinato, il disegno di legge prevede il divieto, per i contratti a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili (le supplenze annuali), di superare la durata di 36 mesi. Viene istituito un Fondo per i risarcimenti in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali.

'SCHOOL BONUS' AL 65% PER EROGAZIONI LIBERALI Il ddl, oltre a introdurre nuove norme per l'autonomia scolastica, prevede alcune agevolazioni fiscali. Inanzittutto, un credito d'imposta al 65% per il 2014 e al 50% per il 2016 per coloro che donano soldi 'per gli investimenti in favore' delle scuole, 'per la realizzazione di nuove strutture, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti'.

DETRAZIONI ISCRITTI PRIVATE, PER ASILI-ELEMENTARI(Public Policy) E ancora: 400 euro all'anno, da detrarre ai fini Irpef, per ogni alunno iscritto alle scuole paritarie. Le detrazioni riguarderanno gli iscritti agli asili e alle scuole elementari private.

 BANDI GARA PER SCUOLA INNOVATIVE Il ddl prevede anche l'emanazione di un avviso pubblico per l'elaborazione di proposte progettuali per la realizzazione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell'incremento dell'efficienza energetica e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento. Inoltre, vengono rafforzate le funzioni dell'Osservatorio per l'edilizia scolastica – al quale, in particolare, saranno affidati compiti di indirizzo e di programmazione degli interventi – e la redazione di un piano del fabbisogno nazionale 2015-2017, al quale sono destinate risorse già stanziate e non utilizzate.

Il governo ha poi deciso di ridurre le sanzioni per gli enti locali che non hanno rispettato gli obiettivi del patto di stabilità 2014 e hanno sostenuto, nello stesso anno, spese per l'edilizia scolastica. Infine, vengono stanziati 40 milioni per il 2015 per il finanziamento di indagini diagnostiche dei solai e dei controsoffitti degli edifici scolastici.

LA DELEGA AL GOVERNO PER LA FUTURA RIFORMA Infine, 'per la riforma di ulteriori, differenti, aspetti, del sistema scolastico (e, in parte, del sistema terziario)', il disegno di legge prevede una lunga delega al governo.

Gli ambiti della delega riguardano l'autonomia scolastica, l'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria, i dirigenti scolastici, il diritto all'istruzione degli studenti con disabilità e bisogni educativi speciali, la governance della scuola e gli organi collegiali, i percorsi dell'istruzione professionale, gli istituti tecnici superiori.

E ancora: il (nuovo) sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni, la definizione dei livelli essenziali del diritto allo studio, gli ausili digitali per la didattica, le scuole italiane all'estero, le modalità di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e le modalità di svolgimento degli esami di Stato.

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