Riforma scuola per Confindustria: tra le 100 proposte meno materie, più merito e chiamata diretta dei prof

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Intervenendo alla giornata organizzata ieri dalla Luiss a Roma, Confindustria ha presentato le sue proposte per una riforma della scuola che punti verso il lavoro, tra di esse la chiamata diretta degli insegnanti, la riduzione delle materie e la valorizzazione del merito.

Intervenendo alla giornata organizzata ieri dalla Luiss a Roma, Confindustria ha presentato le sue proposte per una riforma della scuola che punti verso il lavoro, tra di esse la chiamata diretta degli insegnanti, la riduzione delle materie e la valorizzazione del merito.

Durante la giornata Confindustria, nel corso del suo intervento, ha presentato il documento stilato dopo una lunga consultazione avuta con insegnanti, imprenditori, genitori, studenti e capi di istituto su come riformare la scuola e la formazione professionale. Il documento, nato da questa consultazione con tutti i soggetti interessati al mondo della scuola e del lavoro, propone cento punti per portare innovazione nel sistema educativo italiano, messi nero su bianco per rilanciare non solo la scuola e l’Università ma anche la formazione dei giovani preparandoli in modo adeguato al mondo del lavoro.

Giorgio Squinzi, nel suo intervento, ha ricordato che l’Eduation è la parte fondamentale per poter puntare ad una crescita del Paese. Quello che si evince dal documento presentato da Confindustria è che le aziende premono per far si che l’istruzione subisca uno scossone decisivo superando i ritardi del nostro sistema educativo che, con il passare degli anni rimangono sempre gli stessi: poca autonomia delle scuole, poco orientamento poca formazione degli studenti, poca cultura per quel che riguarda valutazione e merito, tasso di abbandono scolastico troppo alto, pochi investimenti nella didattica e nella ricerca.




Le proposte di Confindustria.
Per tutti questi motivi una delle proposte avanzate da Squinzi è quella di lasciare sempre maggior autonomia ai dirigenti scolastici e agli atenei nella gestione didattica, organizzativa e finanziaria In quest’ottica rientrerebbe anche la proposta della chiamata diretta dei docenti da parte degli istituti scegliendo i propri professori tra quelli abilitati. Un altro dei punti che propone Confindustria è la riduzione del curriculum scolastico da 13 a 12 anni, aggiungendo anche che almeno il 25% delle lezioni Universitarie andrebbero erogate in lingua inglese per rafforzarne la conoscenza.

Si punta sul rafforzamento della didattica e delle competenze, quest’ultime si dovrebbero rafforzare grazie all’alternanza scuola-lavoro, sulla diffusione dell’inglese e su un maggior collegamento tra il mondo della scuola e quello del lavoro incentivando i programmi di studio in azienda come “Erasmus” e i percorsi di laurea in apprendistato con una particolare attenzione ai meriti di professori e istituti in base a un rigoroso sistema di valutazione che porterebbe a una rimodulazione dell’accesso all’insegnamento, fermo restando il punto che si dovrebbe poter accedere all’insegnamento soltanto tramite concorso.

 

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