Riforma scuola. Civati, subito raccolta firme per referendum

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"Finalmente si discute di referendum, come auspico da tempo, per restituire sovranità ai cittadini, di fronte a scelte che non facevano parte del programma elettorale di alcuna forza politica e che invece da due anni stanno modificando il panorama legislativo del nostro paese".

"Finalmente si discute di referendum, come auspico da tempo, per restituire sovranità ai cittadini, di fronte a scelte che non facevano parte del programma elettorale di alcuna forza politica e che invece da due anni stanno modificando il panorama legislativo del nostro paese".

Lo scrive Pippo Civati sul suo blog ricordando lo stesso invito arrivato da parte di Maurizio Landini. "A me sembra che sia il momento di rompere gli indugi e di non traccheggiare più" scrive Civati che ricorda: "Da due mesi insisto: qualsiasi campagna referendaria è molto meglio che sia avviata ora e si provi a raccogliere le firme entro il 30 settembre, limite oltre al quale i referendum slitterebbero di un anno, quindi si celebrerebbero nel 2017 (con il rischio che nel 2017 si voti per le politiche, facendoli slittare ulteriormente, ovvero che le norme siano applicate, depotenziando il carattere politico dei referendum stessi)". I quesiti su cui chiamare i cittadini al voto sarebbero su "temi centrali della politica italiana, dal Jobs Act (licenziamenti collettivi e demansionamento), Sblocca Italia (trivelle e legge obiettivo), Italicum ("totale" e capolista bloccati con pluricandidature), attendendo l'esito della discussione parlamentare sulla Scuola, predisponendo un quesito sulla questione centrale dei presidi manager"

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